Archive for the ‘magick’ Category

Tre vie per accrescere a propria intelligenza

Monday, December 15th, 2008

Ecco tre vie che Timothy Leary ci consiglia per accrescere la propria intelligenza:

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  • Continua ad espandere il raggio, le sorgenti e l’intensità delle informazioni che ricevi.
  • Rielabora continuamente le tue mappe mentali e i tuoi sistemi di credenze, cercando nuove metafore sul futuro per capire cosa sta accadendo ora.
  • Sviluppa reti esterne per incrementare la tua intelligenza. In particolare cerca di passare più tempo con persone intelligenti come te o più intelligenti di te.

Le sette regole dell'arte di ascoltare

Friday, August 8th, 2008

Volentieri citiamo Marianella Sclavi:

alt 1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

2. Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.

3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.   

4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.

6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad   ascoltare, l’umorismo viene da sè.

(text by: Marianella Sclavi)

Austin Osman Spare: Behind the Veil

Tuesday, February 12th, 2008
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Tramite { feuilleton }, interessante e raffinato blog, scopriamo che su archive.org è possibile scaricare la copia pdf di uno dei primi lavori di illustrazione di Austin Osman Spare: Behind the Veil, un piccolo libro di mystical fiction di Ethel Rolt Wheeler, pubblicato nel 1906.

Il linguaggio dei simboli

Thursday, September 13th, 2007

Il tema è affascinante, ma spesso viene trattato solo in modo superficiale. Stavolta lasciamo sia Alain Daniélou, dalla sua splendida prospettiva, a farci da guida. Buon viaggio a tutti.

altPer rappresentare qualche cosa in termini di qualcos’altro c’è bisogno di un sistema di corrispondenze. La trasposizione di un ordine di cose in un secondo può avvenire unicamente con l’aiuto di equivalenti, evidenti o arbitrari, chiamati simboli. Per esprimere i raccolti in termini di quantità servono simboli: i numeri. Per tradurre le idee in suoni, si impiegano ancora simboli: le parole. Per riprodurre le parole in modo grafico c’è bisogno di simboli: i caratteri. Un simbolo è l’espressione analogica, percettibile, di un oggetto o di un’idea. Il linguaggio è una forma particolare di simbolismo. La scrittura, all’origine probabilmente sempre basata su ideogrammi, è essenzialmente simbolica.
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Magic Flower

Tuesday, September 4th, 2007
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(photo by: urijoe.org, “datura meteloides”)

Bodyplay: libertà e caos

Tuesday, August 28th, 2007

Ultimamente stiamo riflettendo sulle modificazioni corporee. Lacerati, ma costantemente incuriositi, ci si perde nell’indecisione. Che il seguente testo di Bodhipat A-Ra possa essere d’ispirazione.

altLe culture primitive vedevano i buchi come fori per la luce, ingressi, porte, onfali magici in cui far convergere le segrete linee energetiche della materia. Cicatrici come mappe, tracciate sulla pelle per proteggersi dalle perturbazioni degli astri e dai folli malumori del sole e per suggere, allo stesso tempo, dalla corolla domata del cosmo la squisita linfa dell’estasi primeva.

Il buco era l’atto rituale che sanciva il patto tra uomo e natura, sugello che rinnovava il contratto e invocava le forze, come baffi di corno inseriti nel naso a imitare il grande giaguaro sensibile alle correnti del vento o becchi d’osso impiantati nelle labbra a riecheggiare gli uccelli, vittime sacrificali e messaggeri di un dio diffuso e cosparso.

Oggi l’uomo non vede che il sangue e il dolore, la fuoriuscita incontrollata dei fluidi e il tremito assurdo degli organi interni e si accontenta di occhi di vetro che, incapaci di trascendere, gli riflettono solo lo spettacolo spastico della sua fragile identità standardizzata.

Invece di guardare nel buco, nel buco si richiude e la paura del buio rischia di togliergli per sempre la luce.

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Bunny

Monday, August 27th, 2007
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(art by: The Mint Chick, “Walking Off a Cliff Again” – via bunnylicious)

Mudras Gallery

Sunday, August 26th, 2007
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Una bella galleria fotografica di mudra buddisti realizzata da Dennis Cordell.

Buon Solstizio

Thursday, June 21st, 2007

altDalla notte dei tempi il cambio di direzione che il sole compie tra il 21 e il 22 giugno, riprendendo la sua corsa sull’orizzonte, è stato salutato come l’inizio di un nuovo periodo di vita. Questo giorno, detto solstizio estivo, è ancora oggi ricordato e atteso, in quanto primo giorno d’estate, ed è associato alla magica festa di San Giovanni Battista.

Il sole, per l’uomo principale fonte di vita, muta il suo cammino sull’orizzonte e sembra fermarsi, sosta, per alcuni giorni in un punto preciso, sorgendo e tramontando sempre nella stessa posizione, finché, il 24 giugno (e il 25 dicembre) ricomincia a sorgere, giorno dopo giorno sempre più a sud sull’orizzonte (a giugno, e sempre più a nord a dicembre), determinando in maniera graduale l’allungarsi o l’accorciarsi delle giornate.

Fin dall’antichità gli uomini si erano resi conto di questi cambiamenti e avevano celebrato l’evento con diversi festeggiamenti. Gli antichi greci chiamavano il solstizio estivo “Porta degli uomini“, poiché, nella loro mitologia, era il momento in cui le anime uscivano dalla caverna cosmica.

I solstizi erano anche festeggiati dalle grandi civiltà dell’America precolombiana, in Perù per esempio, il dio sole, Inti, che era anche l’Imperatore, riceveva grandi sacrifici di animali ed offerte naturali, in modo propiziatorio perché i raccolti estivi fossero abbondanti.

Il cristianesimo ha poi addomesticato queste feste ed usanze facendole coincidere con importanti elementi delle propria teologia, la nascita di Cristo, e quindi il Natale, con il solstizio d’inverno e la festa di San Giovanni con quello estivo.

Intervallo

Wednesday, June 20th, 2007
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– Ma quanti siete? Voglio dire… noi, il gruppo.
– Che ne so. Un giorno siamo due, un altro giorno venti. E a volte ci troviamo in centomila.

(words by: Cesare Battisti)