Archive for the ‘corpo’ Category

Intentions

Monday, March 30th, 2009
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“We intend to destroy all dogmatic verbal systems”
(words by: William Burroughs – art by: Rober Mapplethorpe)

Holi: il festival dei colori

Sunday, March 22nd, 2009

L’undici marzo in India e in altre nazioni Hindu, si è celebrato Holi, il festival dei colori.

altSi tratta di uno dei più grandi e antichi festival di tutta l’India. E’ la festa di privamera, della fine dell’inverno, il ritorno della vita. L’origine risiede in due miti, il primo di questi è la classica lotta fra Bene e Male. Holika, sorella del re demone Hiranyakashyapa, è inviata a uccidere il nipote Prahlada che preferisce adorare il dio Vishnu. Ma sarà Holika, cercando di condurre Prahlada in una fornace, a finire incenerita. I fuochi accesi alla vigilia di Holi rappresentano proprio la punizione inflitta alla demonessa. In un altro mito, il giovane Khrisna, geloso dell’amata Radha per la bellezza della sua pelle, un giorno le dipinse tutta la faccia. È per questo che in occasione di questa festività gli innamorati colorano la faccia dei propri amati proprio per sancire il loro sentimento.

Gli oggetti non sanguinano

Sunday, December 28th, 2008
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“Coloro che pesano del peso morto delle cose moriranno come delle cose.”
(words by: Raul Vaneigem – art by: Andres Serrano)

Pornopropaganda

Friday, December 26th, 2008

Pubblichiamo da T.A.Z. di Hakim Bey, un interessante testo su poesia, pornografia e rivoluzione. Prendete e godetene tutti.

altIn Persia vidi che la poesia è fatta per essere messa in musica e cantata o recitata – per un solo motivo – perché funziona. Una giusta combinazione di immagine e melodia sprofonda il pubblico in un hal (qualcosa a metà uno stato d’animo emozionale/estetico e una trance di iperconsapevolezza), scoppi di pianto, attacchi di ballo – misurabile risposta fisica all’arte. Per noi, il legame tra corpo e poesia morì con l’era dei bardi – leggiamo sotto l’effetto di un gas anestetico cartesiano.

Nell’India del Nord anche la recitazione non musicale provoca rumore e movimento, ogni buon verso applaudito “Wa! wa!” con eleganti gesti delle mani, lancio di rupie – mentre invece noi ascoltiamo la poesia come un cervello da Fantascienza in una vasca – al massimo un amaro sorrisetto o una smorfia, vestigia di una scimmiesca apertura della bocca – il resto del corpo su qualche altro pianeta.

Nell’Est, a volte, i poeti venivano buttati in prigione – una sorta di complimento, visto che suggerisce che l’autore abbia commesso qualcosa di almeno reale quanto un furto, una violenza carnale o una rivoluzione. Qui ai poeti viene permesso di pubblicare ogni cosa – una sorta di punizione, in effetti, prigione senza mura, senza echi, senza una palpabile esistenza – reame ombra della stampa o del pensiero astratto – mondo senza rischio o eros.
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Tre vie per accrescere a propria intelligenza

Monday, December 15th, 2008

Ecco tre vie che Timothy Leary ci consiglia per accrescere la propria intelligenza:

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  • Continua ad espandere il raggio, le sorgenti e l’intensità delle informazioni che ricevi.
  • Rielabora continuamente le tue mappe mentali e i tuoi sistemi di credenze, cercando nuove metafore sul futuro per capire cosa sta accadendo ora.
  • Sviluppa reti esterne per incrementare la tua intelligenza. In particolare cerca di passare più tempo con persone intelligenti come te o più intelligenti di te.

Emotionally}Vague

Friday, November 21st, 2008
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Come la gente sente la rabbia, la gioia, la paura, la tristezza e l’amore?
A questa domanda prova a rispondere, in modo interessante ed originale, Emotionally}Vague, un progetto di ricerca su corpo e le emozioni.

Mai fischiare quando pisci

Saturday, November 1st, 2008

A grande richiesta pubblichiamo il famoso opuscolo di Hagbard Celine. Il lavoro di trascrizione è stato intensissimo per tutti noi, vogliate segnalarci eventuali refusi o imprecisioni. Un grazie ai Current 93 e ad Antony and the Johnsons per il supporto psichico.

altUna volta ho orecchiato due botanici mentre discutevano a proposito di una Cosa Dannata che era oscenamente sbocciata in un prato dell’università. Uno sosteneva che la Cosa Dannata era un albero, l’altro dichiarava trattarsi di un arbusto. Ciascuno avanzava ottimi argomenti da stuidoso, e li lasciai che stavano ancora discutendo.
Il mondo fa sbocciare in continuazione Cose Dannate, cose che non sono né alberi, né arbusti, né carne, né pesce, bianche o nere, e il pensatore categorico può solo considerare il mondo ronzante e aguzzo del dato sensoriale come un profondo insulto al suo sistema di classificazioni. I peggiori sono quei dati che violano il “buon senso”, quel tetro pantano di pigro pregiudizio e fangosa inerzia. L’intera storia della scienza è l’odissea di un archivista picchiato in navigazione perpetua tra queste Cose Dannate, costretto disperatamente a far ballare le sue classificazioni per poterle includere, esattamente come la storia della politica è futile epica di una lunga serie di tentativi d’allineamento delle Cose Dannate, per farle marciare in plotoni.

Ogni ideologia è un assassinio mentale, una riduzione dei processi viventi dinamici a classificazioni statiche, e ogni classificazione è una Dannazione, così come ogni inclusione è un’esclusione. In un universo affollato, ronzante d’energia, dove non esistono due fiocchi di neve identici, due alberi identici o due persone identiche, e la più piccola particella subatomica, così ci assicurano, non è identica a se stessa da un microsecondo all’altro, qualsiasi sistema di classificazione è una bugia raccontata a se stessi. “O, per metterla in modo più caritatevole” come dice Nietzsche, “siamo tutti artisti migliori di quanto non crediamo”.
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Programma massimo di eversione della moderna civiltà

Tuesday, September 9th, 2008

Testo di Luciano Bianciardi

altNon ricorremmo mai, Anna ed io, alle macchine orgoniche. Non ci chiedemmo
mai se al momento della ricreazione, l’interno della presentificazione si
presentificasse in una nuova presenza, che fosse a sua volta ripresentificabile
non nella memoria, ma soltanto in un nuovo atto creativo.
O se nell’atto sessuale ciascuno di noi si conoscesse come nascita del mondo
in sé e ritrovamento dell’altro in sé e di sé nell’altro.
Infatti oggi parlano così gli esperti. Altri numerosi tecnici del ramo vanno
dicendo che la nostra civiltà d’oggi vive all’insegna del sesso. L’insegna,
sì, il segno, l’ideogramma, il paradigma, il facsimile.
Dicono: guardate come oggi per vendere un’aranciata la si accoppia a un simbolo
sessuale, e così un’auto, un libro, un trattore persino. A un simbolo, certo,
ma non al sesso reale. Un simbolo che funziona in vista di qualche altra
cosa. Tu, dicono in sostanza, desidererai il coito per arrivare a. Mai il
tuo desiderio, dioneliberi, sia per il coito in sé. Deriva da qui l’attivismo
ateleologico della civiltà moderna, da qui deriva, aggiungiamo pure, lo scadimento
della professione meretricia.
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Phallus

Friday, August 15th, 2008
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“An erect phallus is a symbol of life, a cross a symbol of death.”

(art: Pompei sculpture – words: Jean-Daniel Cadinot)

Manifesto dell’Internazionale Edonista

Monday, July 7th, 2008

altGrazie ad un nostro nostro fratello in terra germanica, scopriamo e segnaliamo l’Internazionale Edonista.

Entusiasti ne pubblichiamo il manifesto:

  • vuole gioia, piacere, godimento e libero arbitrio per tutti gli esseri umani!
  • vuole gioia di vivere insieme, libertà, anarchia, le idee di Epicuro, una felicità colorata, sensualità, spregiudicatezza, amicizia, giustizia, tolleranza, libertà sessuale, pace, sostenibilità, il diritto all’informazione, l´arte, il cosmopolitismo, un mondo senza frontiere e senza discriminazioni dove tutte le cose belle della vita che o non esistono o sono ancora alla portata di pochi, possano essere beneficiate da tutti.
  • non è un´organizzazione ma un´idea che viene formulata da ogni singolo individuo. Ognuno è responsabile delle proprie azioni. Gli edonisti e le edoniste si uniscono nelle più diverse costellazioni di alleanze per entrare in azione con o senza un motivo specifico.
  • Riconosce che la strada per una vita felice è lunga e tortuosa. Non c´è un metodo preciso, ma tanti. Le idee nascono ovunque. Nessuna ideologia, nessun programma, nessuna presidentessa saggia, nessuna leader, ma piuttosto un processo di presa di coscienza a cui ognuno contribuisce con le proprie idee e azioni.
  • Non sa come possono essere realizzati gli obiettivi, ma sa che qualcosa deve succedere per raggiungere la libertà e il piacere per tutti.
  • è convinta che la politica e l´attivismo possano essere un bel gioco, ma dove inizia la gerarchia, finisce il gioco. E quando il gioco finisce inizia la gerarchia.
  • Vede l´edonismo non come motore di un´ottusa e materialista società del divertimento, ma come possibilità di miglioramento.
  • È convinta di voler vivere in un mondo in cui un elevato sviluppo tecnologico permetta all’intera umanità una vita senza costrizione al lavoro e senza sfruttamento, bensì votata alle arti e alle cose belle.
  • Si basa sulla collaborazione e sulla libera associazione tra pari.
  • È convinta che anche il minimo avvicinamento agli obiettivi dell’edonismo possa migliorare la posizione di partenza. Amplierà la possibilità di risolvere futuri contrasti.
  • Crea aree ed eventi edonistici temporanei per mostrare concretamente le proprie idee e obiettivi.
  • Spera che ai contrasti si accompagni un´autoriflessione sorridente. Solo questa eviterà di sentirsi troppo importanti.
  • Si assegna i colori: rosa, nero, oro, argento, bianco.
  • Vuole gioia, libertà, tutto!

C´è spazio sufficiente per tutte le idee: fate quello che volete, non quello che dovete!