Archive for the ‘religione’ Category

Giro e giro in tondo

Monday, May 31st, 2010

Io giro intorno a Dio, intorno all’antica torre
e giro per millenni e ancora non so, se sono un falco,
una tempesta o un lungo canto.

(word by: Rainer Maria Rilke – art from: The Nuremburg Chronicle)

Pasqua

Sunday, April 4th, 2010
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“Resurrection”

Norooz, buon equinozio di primavera

Sunday, March 21st, 2010

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Norooz o Nawrūz deriva dall’unione di due parole antico-persiane: nava (nuovo) e rəzaŋh (giorno), e significa perciò “nuovo giorno”, è una ricorrenza tradizionale che celebra il nuovo anno, coincidente con l’equinozio di primavera, ed è festeggiata in Iran, Kurdistan, Azerbaijan, Afghanistan, Albania, Georgia e in vari paesi dell’ Asia centrale. Nasce inizialmente come festa sacra zoroastriana, ma nei paesi iranici è il corrispondente della festa occidentale del capodanno.

Stando alla tradizione mitologica iraniana, il Nawrūz viene fatto risalire a circa 15.000 anni fa, all’epoca del leggendario re persiano Yima. Questi, figura mitica dello zoroastrismo, viene solitamente indicato dalla tradizione come l’ideatore della festività, allora una celebrazione dell’arrivo della primavera. In seguito Zoroastro riorganizzò la festività in onore di Ahura Mazda, divinità principale del pantheon iraniano pre-islamico. Dodici secoli più tardi, nel 487 a.C., l’imperatore persiano Dario fece celebrare, con grandi preparativi, il Nawrūz nel suo palazzo reale a Persepoli; in quell’anno, infatti, il sole cadde esattamente al centro dell’osservatorio astronomico costruito nel palazzo; questo evento eccezionale, previsto dagli astronomi persiani, venne visto come un segno di buon auspicio per il regno.
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Barong

Thursday, March 18th, 2010

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Di ritorno da un lungo viaggio, dentro e fuori di noi, vogliarmo presentarvi qualche incontro fatto in questi mesi. Possano questi demoni proteggervi, accompagnarvi e far delle vostre vite una fiamma vigorosa.

Il Barong è un carattere della mitologia di Bali. E’ il re degli spiriti, capo delle forze del bene, protettore della foresta e della terra e nemico di Rangda, regina delle forze del male a capo di un esercito di leyak. Banas Pati Rajah è il quarto fratello o spirito bambino che accompagna i bambini durante la vita ed è lo spirito che anima il Barong.

Questo spirito ha rappresentazioni diverse per ogni regione di Bali, può aver la forma di cinghiale, di tigre, di drago oppure di leone: la rappresentazione più famosa che ha origine nella regione centrale dell’isola dove si trova Ubud.

E’ uno spirito estremamente positivo, presente in molte leggende e tradizioni locali, in cui il suo ruolo è quelllo del ristabilire l’equilibrio fra bene e male, fra caos ed ordine. Infatti per i balinesi l’obiettivo da ricercare è l’armonizzazione delle componenti caotiche ed ordinate della vita. Tutto ha due facce: troppo caos e tutto verrà disintegrato, troppo ordine e il mondo resterà stagnante e triste.

La sua maschera è molto popolare e viene utilizzata non solo come strumento teatrale, ma anche come talismano per la protezione della casa e dell’ambiente famigliare. Normalmente la testa è realizzata in legno mentre la barba è fatta con i capelli dei bambini che, grazie alla loro purezza, contribuiscono a potenziarne i poteri benefici e armonizzatori.

Trionfo

Thursday, August 6th, 2009

Ciò che accadde ai tre

Friday, June 26th, 2009

Cercando ispirazione dalla mistica islamica pubblichiamo il riassunto di un celebre insegnamento attribuito al maestro sufi Murad Shami, capo dei Muradi, morto nel 1719.

altC’erano una volta tre dervisci, che si chiamavano Yak, Do e Se, e venivano rispettivamente dal Nord, dall’Ovest e dal Sud. Avevano una cosa in comune: erano tutti e tre in cerca della Verità Profonda e cercavano una Via.
Il primo, Yak-Baba, si sedeva in contemplazione finché gli veniva il mal di testa. Il secondo, Do-Agha, si teneva per ore sulla testa finché i piedi gli cominciavano a dolere. Quanto al terzo, Se-Qalandar, leggeva libri finché il naso non gli sanguinava.
Alla fine decisero di unire i loro sforzi: si ritirarono in un luogo appartato e cominciarono a eseguire i loro esercizi all’unisono, sperando di concentrare una quantità di sforzo sufficiente a provocare l’apparizione della Verità, che chiamavano la Verità Profonda.
Perseverarono così per quaranta giorni e quaranta notti. Infine, in un vortice di fumo bianco, come se sorgesse dal suolo, apparve la testa di un vegliardo. “Sei Khidr, la misteriosa guida degli uomini?”, chiese il primo. “No, si tratta del Qutub, il Polo dell’Universo”, disse il secondo. “Sono convinto che è uno degli Abdal. i ‘trasformati'”, sostenne il terzo.
“Non sono nessuno di loro”, ruggì l’apparizione, “ma sono ciò che voi credete che io sia. Ora, non desiderate tutti e tre la stessa cosa, ciò che chiamate la Verità Profonda?”.
“Si, maestro”, risposero in coro.
“Non avete mai sentito il detto: ‘Esistono tante vie quanti cuori umani?'”, chiese il vegliardo. “Comunque, ecco quali sono le vostre vie: il primo derviscio viaggerà nel paese degli idioti; il secondo derviscio dovrà scoprire lo Specchio Magico; il terzo derviscio chiederà aiuto al Ginn del Vortice”. Detto ciò, l’apparizione svanì.
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Liberdade

Wednesday, April 29th, 2009


Dona Isabel que história é essa
De ter feito a abolição
De ser princesa boazinha
Que libertou a escravidão
To cansado de conversa
To cansado de ilusão
Abolição se fez com sangue
Que inundava esse país
Que o negro transformou em luta
Cansado de ser infeliz
Abolição se fez bem antes
E ainda há por se fazer agora
Com a verdade da favela
Não com a mentira da escola
Dona Isabel chegou a hora
De se acabar com essa maldade
De se ensinar aos nossos filhos
O quanto custa a liberdade
Viva Zumbi nosso rei negro
Que fez-se herói lá em Palmares
Viva a cultura desse povo
A liberdade verdadeira
Que já corria nos quilombos
E já jogava capoeira
Iê viva Zumbi

(words by: Mestre Toni Vargas)

Semana santa

Friday, April 10th, 2009
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Pubblichiamo una raccolta di immagini delle celebrazioni per la settimana santa provenienti da tutto il mondo.

Holi: il festival dei colori

Sunday, March 22nd, 2009

L’undici marzo in India e in altre nazioni Hindu, si è celebrato Holi, il festival dei colori.

altSi tratta di uno dei più grandi e antichi festival di tutta l’India. E’ la festa di privamera, della fine dell’inverno, il ritorno della vita. L’origine risiede in due miti, il primo di questi è la classica lotta fra Bene e Male. Holika, sorella del re demone Hiranyakashyapa, è inviata a uccidere il nipote Prahlada che preferisce adorare il dio Vishnu. Ma sarà Holika, cercando di condurre Prahlada in una fornace, a finire incenerita. I fuochi accesi alla vigilia di Holi rappresentano proprio la punizione inflitta alla demonessa. In un altro mito, il giovane Khrisna, geloso dell’amata Radha per la bellezza della sua pelle, un giorno le dipinse tutta la faccia. È per questo che in occasione di questa festività gli innamorati colorano la faccia dei propri amati proprio per sancire il loro sentimento.

Yule

Wednesday, December 24th, 2008

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“I ricordi messi in scala, come la memoria, per me non sono davvero mai al loro posto. La data è l’imprecisione del ricordo. Si mettono le date per mettersi a posto la coscienza. Ma è miope. Per evitare di parlare dell’essenziale, di ciò che dura al di là delle date. Per girare intorno all’argomento. Datare è come sottolineare a matita una riga per risparmiarsi di rileggerla. Come infilzare con uno spillo una farfalla in una scatola, nel tentativo di dimenticare che ancora poco fa, i suoi colori baluginavano percorrendo l’aria fresca dei prati e magari scatenando un tifone sull’altro lato del pianeta. Datare per dimenticare con la pretesa di ricordare. Datare per facilitarsi l’esistenza. Dieci anni fa. Sessanta. Datare come barare, sapendo bene che la vita non si misura con il metro del tempo che passa, bensì con quello dell’uso che se ne fa.”
(words by: Jean Giraud – art inspired by: Ernst Haeckel – via: feuilleton)