Archive for the ‘myth’ Category

Le Norne

Tuesday, July 10th, 2007

NorneLe Norne nella mitologia norrena sono tre dísir, divinità femminili minori, chiamate Urð, Verðandi e Skuld.

Vivono, tessendo l’arazzo del destino, tra le radici di Yggdrasil, l’albero del mondo al centro del cosmo su cui si autosacrificò Odino. La vita di ogni persona è una corda nel loro telaio e la lunghezza della corda è la lunghezza della vita dell’individuo.

Poiché tutto è preordinato nel complesso universo norreno, anche le divinità hanno i loro fili nel telaio, benché le norne non permettano loro di vederli. Questa sottomissione degli dèi a un potere esterno implica che un giorno anche loro avranno una fine e tale fine, il Ragnarök, è descritta ampiamente dalla letteratura nordica.

E’ inevitabile riconoscere la similitudine di questo mito con quello greco delle Moire, le tre figlie di Zeus e Temi: Cloto, che filava lo stame della vita; Lachesi, che lo svolgeva sul fuso e Atropo che, con lucide cesoie, lo recideva, inesorabile.

(fonte: it.wikipedia.org)

La Volpe, il Lupo e la Morte

Monday, May 21st, 2007

altStavolta è la lettura dello splendido American Gods di Neil Gaiman, che ci dà l’occasione di ampliare il post sui Miti sull’origine della morte.

A parlare è un nativo americano, molto speciale, che ricorda un vecchio mito:

“…prima c’era la Volpe, e il Lupo era suo fratello. La Volpe disse: gli uomini vivranno qui per sempre. Se moriranno non resteranno morti a lungo. Il Lupo disse: no, la gente morirà, deve morire, tutte le cose che sono vive devono morire, altrimenti si diffonderanno e invaderanno la terra, mangeranno tutti i salmoni e i caribù e i bufali, mangeranno tutte le zucche e tutto il granturco. Allora un giorno il Lupo morì, e disse alla volpe: “Svelta, riportami in vita”. E la Volpe rispose: “No, i morti devono rimanere morti, mi hai convinto”. E piangeva, mentre lo diceva. Ma l’aveva detto, era deciso. Adesso il Lupo regna sul mondo dei morti e la Volpe vive per sempre sotto il sole e la luna, e ancora piange suo fratello.”

Il manoscritto Voynich

Thursday, April 19th, 2007

Il manoscritto Voynich è un misterioso libro illustrato di circa duecento pagine, scritto da un autore altrettanto misterioso attorno al 1450-1520, con una fluente calligrafia, ma in un alfabeto sconosciuto.

Durante la seconda guerra mondiale un gruppo di crittanalisti americani ha provato a decrittarlo ma senza successo, l’analisi statistica del testo ha però permesso di rivelare che la lingua usata per scriverlo è completamente differente da qualsiasi lingua indoeuropea.

Nessuno ne ha ancora decodificato il significato, anche se da alcuni studiosi viene ipotizzato si tratti di una sorta di burla molto ben realizzata.

Una ricerca condotta da Andreas Schinner, fisico e informatico dell’Università Johannes Kepler di Linz sostiene che il famoso testo sarebbe stato effettivamente lo strumento di una truffa ai danni di Rodolfo II, imperatore del Sacro Romano Impero e grande collezionista di testi esoterici e mirabilia, al quale sarebbe stato venduto per una cifra esorbitante, spacciandolo per un’opera di Ruggero Bacone.

(fonti: www.boingboing.net, LeScienze)

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L’imaginario erotico nella scultura indu

Tuesday, April 17th, 2007

Non tutte le religioni sono sessuofobiche, nonostante tutte comprendano la potenza magica del sesso e tentino di regolarne il comportamento e l’uso. Non vogliamo affrontare in questo articolo le problematiche della mistica erotica indiana e buddhista, tantomeno quelle relative al tantrismo della mano sinistra.

Quello che ci proponiamo è invece solamente di mostrare l’immaginario erotico nelle rappresentazioni sacre scolpite in alcuni templi indù.


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Miti sull’origine del fuoco

Wednesday, April 11th, 2007

Continuiamo il nostro viaggio attraverso la mitologia questa volta ripercorrendo i miti sull’origine del fuoco, affidandoci ad un’altra guida d’eccezione: l’antropologo e storico delle religioni James George Frazer vissuto fra ‘800 e ‘900. La mitologia, sempre secondo Frazer può venir definita come la filosofia dell’uomo primitivo. Il suo primo tentativo di rispondere a quelle domande generali riguardanti il mondo, le quali senza dubbio si sono imposte al pensiero umano fin dai tempi più antichi e continueranno ad occuparlo fino all’ultimo.

Fra tutte le invenzioni umane, la scoperta della tecnica per accendere il fuoco è stata probabilmente quella più importante e ricca di conseguenze e risale quasi sicurtamente ad un’epoca molto arcaica. I miti che ne attestano la scoperta, proprio in quanto miti, non spiegano quelle realtà che vorrebbero delucidare, tuttavia fanno luce sulle disposizioni mentali degli uomini che li hanno inventati o che vi hanno creduto.

I miti sull’origine del fuoco sono molteplici e non abbiamo certo la presunzione di poterli raccontare tutti in questa sede, ci limitiamo quindi a stuzzicarvi il cerebro con qualche esempio. (more…)

Morte e resurrezione

Friday, April 6th, 2007

Il testo che segue è di R.A.W.:

La cultura cristiana comparve dopo molti secoli di caos sociale e confusione religiosa, prendendo avvio nello stesso momento in cui i culti dionisiaci e queli ad essi simili introducevano in Grecia i funghi della specie amanita muscaria e le droghe solenacee. Fu così che i greci vennero iniziati ai miti della grande madre, de suo figlio divino morto-e-risorto, e all’esperienza stupefacente in cui l’adepto si sottoponeva a morte e resurrezione e imparava di essere anche lui un dio e che quindi non sarebbe mai veramente morto. John Allegro, filologo inglese nel suo The Sacred Mushroom and the Cross tenta di dimostrare che la somiglianza di questi culti con il Cristianesimo non si limitava a un’eredità condivisa di simboli religiosi (madre e figlio) o di idee (ressurezione), ma era di fatto chimica. Anche i primi cristiani, afferma, usavano il fungo allucinogeno.

Vero o no, il Cristianesimo è certamente un tipico culto del genere crisis-oriented e uno dei più bizzarri in assoluto. (more…)

Miti e leggende sul Sole

Thursday, April 5th, 2007

Nei testi babilonesi il Sole è chiamato: “Colui che illumina il buio e rischiara il cielo, che in alto e in basso annienta il male, che tutti i principi si rallegrano nel contemplare e che tutti gli dei acclamano”.

Nella mitologia scintoista giapponese, Izanagi e Izanam, rappresentano gli antenati originali, la prima coppia. Dopo la morte della moglie, l’inconsolabile Izanagi partì per la “terra delle tenebre” (Yomotsukuni) nella speranza di riportarla indietro. Non vi riuscì e sentendosi macchiato da quel ravvicinato incontro con la morte, andò a lavarsi al mare. Quando Izanagi si lavò il viso, dall’occhio sinistro emerse la dea del Sole, Amaterasu, e dall’occhio destro il dio della Luna, Tsuki-yomi. Ad Amaterasu venne assegnato il governo del cielo, ma tra i suoi compiti vi era anche la tessitura delle vesti delle sacerdotesse shintoiste.

Nella mitologia Papua si parla di Dudugera.
Egli fu concepito in maniera misteriosa. Un giorno sua madre si trovava in un giardino presso il mare quando vide un grande pesce che si trastullava nell’acqua bassa. (more…)

Odino e il dono delle rune

Saturday, March 31st, 2007



“So che penzolai dall’albero scosso dal vento
Dondolai lì per nove lunghe notti
Ferito dalla mia stessa spada
Sanguinai per Odino
Me stesso in offerta a me stesso,
Legato all’Albero
Le cui radici nessun uomo
Sa dove si estendano”

(Odino, nel Discorso dell’Altissimo, dall’antico poema nordico Edda, circa 1200 d.C.)

Si tratta di un rito d’iniziazione di struttura parasciamanica; Odino rimane appeso all’Albero Cosmico, il cuo nome, Yggdrasil, significa il cavallo di Ygg, uno dei nomi di Odino stesso. La forca è detta cavallo dell’impiccato, e sappiamo che le vittime sacrificate a Odino erano appese agli alberi; ferendosi da solo con la lancia, e astenendosi dall’acqua e dal cibo, il dio subisce la morte rituale e acquisice la saggezza segreta di tipo iniziatico.
Grazie a questo auto-sacrificio Odino acquisisce i segreti della divinazione e delle rune, lettere che, incise sul legno, sulla pietra, sulle lame delle spade, sulla lingua dei poeti, sugli zoccoli dei cavalli, sono l’origine stessa di ogni conoscenza e di ogni potere. Odino ottenne questa sapienza, diventando il primo Erilaz, ovvero il primo maestro runico, immolando sé stesso in sacrificio a sé stesso. Il dio diventa così il signore incontrastato della saggezza e delle scienze occulte, dio della guerra, dell’estasi e della poesia.
(Fonti: Wikipedia; Mircea Eliade Storia delle credenze e delle idee religiose)

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Miti sull’origine della morte

Thursday, March 29th, 2007

I miti sull’origine della morte sono un interessante punto di partenza che ci aiuta a riflettere sui misteri dell’esistere. L’approccio aristotelico-positivista ha portato alla razionalizzazione di ogni aspetto della vita, morte inclusa, privandola del mistero e della sua sacra dignità. In questo viaggetto ci affidamo alla guida di un viaggiatore e storico delle religioni d’eccezione Mircea Eliade (1907-1986), con un brano tratto dal saggio “Occultismo, stregoneria e mode culturali”, (Sansoni 2004).

Alludendo ai punti cruciali della vita di un australiano di sesso maschie, W. Lloyd Warner scrive:


Prima della nascita la personalità è puramente spirituale; nel primo periodo della vita, quando l’individuo è socialmente classificato tra le femmine, diventa del tutto profana e non spirituale; poi, man mano che l’individuo invecchia e si avvicina all’amore, sempre più la personalità si ritualizza e sacralizza; con la morte ridiventa del tutto spirituale e sacra.

Qualsiasi cosa pensino della morte i nostri contemporanei, una gran parte di essi non sarà certamente dell’avviso che la morte sia un modo di essere “del tutto spirituale e sacro”. Per molti uomini non religiosi la morte si era già svuotata di senso religioso quando la vita conservava ancora il suo significato. Per certuni la scoperta della banalità della morte aveva dunque preceduto la scoperta dell’assurdità e della mancanza di significato della vita. (more…)