Archive for the ‘cosmo’ Category

Teach the controversy

Thursday, June 19th, 2008
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Teach the controversy è il nome di un istituto americano che si occupa di promuovere l’insegnamento del creazionismo nelle scuole pubbliche. Visto l’attuale clima culturale italiano, crediamo sia solo questione di tempo perché questo genere di argomento arrivi nell’agenda dei nostri politici illuminati.
Entusiasti dell’idea, proponiamo l’approfondimento anche di altre teorie storico/scientifice controverse come la costruzione delle piramidi da parte degli alieni, la scomparsa di Atlantide e la teoria geocentrica dell’universo.

(graphics by: Amorphia Apparel)

Good Time

Saturday, May 31st, 2008

Nana, un beluga nato all’acquario pubblico del porto di Nagoya nel luglio 2007, si diverte creando bolle d’aria sott’acqua, soffiandole dal muso o succhiandole dal pelo dell’acqua.


Uomo, non ti esaltare al di sopra degli animali: essi sono senza peccato, mentre tu, con tutta la tua grandezza, contamini la terra.
(words by: Fëdor Michajlovič Dostoevskij)

La verità è una terra senza sentieri

Sunday, March 9th, 2008

altIn questi giorni abbiamo avuto la fortuna di trovarci coinvolti in interessanti discussioni attorno a quella oscura materia che, per semplicità, chiamiamo verità. I nostri interlocutori sono state persone estremamente colte ed intelligenti ma, a nostro avviso, accecate da quella prospettiva che fa del neopositivismo il solo approccio al ragionamento accettabile nel nostro tempo.
Non vogliamo intraprendere un’analisi di questa materia in questa sede, non avendo né il tempo né le capacità, ma ci limitiamo a dare qualche suggestione per sottolineare quella differenza di metodo che ci appartiene e caratterizza.
Per farlo ci serviremo delle parole di Jiddu Krishnamurti, giunte alle nostre orecchie proprio in tempestiva coincidenza di queste discussioni. Strana fortuna, anche se si sa: “la fede nella coincidenza è la superstizione prevalente nell’età della scienza“. A voi il testo:

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La verità è una terra senza sentieri. L’uomo non può raggiungerla attraverso nessuna organizzazione, credo, dogma, clero, o rituali, né attraverso lo studio filosofico, o le tecniche psicologiche. Deve trovarla attraverso lo specchio dei rapporti, attraverso il riconoscimento dei contenuti della propria mente e l’osservazione, e non mediante l’analisi intellettuale o la dissezione introspettiva. Gli uomini hanno costruito in se stessi le immagini della propria sicurezza, religiose, politiche e personali, che si esprimono come simboli idee e credenze. Il loro peso domina il pensiero, i rapporti, la vita quotidiana dell’uomo. Sono la causa dei nostri problemi, perché in qualunque rapporto dividono le persone. La nostra percezione è modellata dai concetti già formati nella mente.
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Sephiroth

Thursday, January 31st, 2008

Una versione moderna dell’albero della vita della cabala, rappresentato nello stile della metropolitana di Londra.

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via: John Coulthart

Khmer Art 23: The Postcards

Monday, December 31st, 2007

Ritorniamo con le cartoline di ventitre sull’arte sacra khmer.

Buon anno!

A Rohita

Saturday, November 10th, 2007
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Il linguaggio dei simboli

Thursday, September 13th, 2007

Il tema è affascinante, ma spesso viene trattato solo in modo superficiale. Stavolta lasciamo sia Alain Daniélou, dalla sua splendida prospettiva, a farci da guida. Buon viaggio a tutti.

altPer rappresentare qualche cosa in termini di qualcos’altro c’è bisogno di un sistema di corrispondenze. La trasposizione di un ordine di cose in un secondo può avvenire unicamente con l’aiuto di equivalenti, evidenti o arbitrari, chiamati simboli. Per esprimere i raccolti in termini di quantità servono simboli: i numeri. Per tradurre le idee in suoni, si impiegano ancora simboli: le parole. Per riprodurre le parole in modo grafico c’è bisogno di simboli: i caratteri. Un simbolo è l’espressione analogica, percettibile, di un oggetto o di un’idea. Il linguaggio è una forma particolare di simbolismo. La scrittura, all’origine probabilmente sempre basata su ideogrammi, è essenzialmente simbolica.
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Magic Flower

Tuesday, September 4th, 2007
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(photo by: urijoe.org, “datura meteloides”)

Aghora e la via della mano sinistra

Wednesday, August 1st, 2007

Ecco, fuoriprogramma, un minidossier sull’Aghora, una forma estrema del tantrismo hindu. Il testo è tratto da FuocoSacro e in fondo alla pagina originale ci sono alcuni video molto interessanti, non perdeteveli.

alt Nella antica città indiana di Benares arde da millenni un Fuoco Sacro inestinguibile. La lucente città di Shiva è il sempiterno teatro dell’incessante ardore delle pire funebri, perenni, molteplici, costanti, disposte a centinaia, lungo le sponde del divino Gange. Il Manikarnika Ghat (detto anche Mahasmashan) è il più grande campo di cremazione della città, ed è uno dei luoghi più sacri di tutta l’India; bruciare al Manikarnika il proprio corpo fisico, giunto ormai al termine della sua effimera esistenza, è una delle massime aspirazioni di ogni induista.

Da ogni parte dell’India e anche oltre, centinaia e centinaia di persone, anziane e malate, si recano lì ogni giorno ad attendere serenamente la propria dipartita, mentre dai treni vengono scaricati innumerevoli corpi umani, ormai già privi di vita, giunti anch’essi da molto lontano per poter avere accesso al sacro fuoco di Benares. In quel luogo dove l’aria è satura di morte, dove il denso fumo delle cremazioni compenetra ogni cosa con il suo acre odore, lì dove grossi uccelli neri si contendono voracemente brandelli umani ed ossa, in quel luogo dove uomini e donne d’ogni casta e d’ogni età divengono cenere in egual maniera, è lì che è possibile scorgere l’Aghori in meditazione accanto alla pira. (more…)

Le Norne

Tuesday, July 10th, 2007

NorneLe Norne nella mitologia norrena sono tre dísir, divinità femminili minori, chiamate Urð, Verðandi e Skuld.

Vivono, tessendo l’arazzo del destino, tra le radici di Yggdrasil, l’albero del mondo al centro del cosmo su cui si autosacrificò Odino. La vita di ogni persona è una corda nel loro telaio e la lunghezza della corda è la lunghezza della vita dell’individuo.

Poiché tutto è preordinato nel complesso universo norreno, anche le divinità hanno i loro fili nel telaio, benché le norne non permettano loro di vederli. Questa sottomissione degli dèi a un potere esterno implica che un giorno anche loro avranno una fine e tale fine, il Ragnarök, è descritta ampiamente dalla letteratura nordica.

E’ inevitabile riconoscere la similitudine di questo mito con quello greco delle Moire, le tre figlie di Zeus e Temi: Cloto, che filava lo stame della vita; Lachesi, che lo svolgeva sul fuso e Atropo che, con lucide cesoie, lo recideva, inesorabile.

(fonte: it.wikipedia.org)