Julius Evola: Strumenti di Immaginazione Magica

Ecco un brano interessante sull’immaginazione magica di  Julius Evola Lo yoga Della Potenza (Lo Yoga Della Potenza, 1968). Si tratta di una traduzione dall’inglese pertanto differirà leggermente dalla versione originale.

“Alcuni testi del Tantrismo tibetano fanno riferimento a specifiche visualizzazioni. Menzionerò due esercizi. Il punto di partenza di entrambi gli esercizi è la realizzazione della forma di corpo vacuo, che contine il  caduceo formato dal pingala (il maschile, canale solare della forza vitale, o prana), ida (il femminile, canale pranico lunare), e sushumna (il canale attraverso cui la kundalini sale dopo essere stata risvegliata)”.

“Nel corso di questo primo esercizio, alcune lettere dell’alfabeto tibetano sono usate come supporto e strumento per l’immaginazione magica. Queste lettere sono la a corta, che corrisponde a Shakti (la forma femminile del divino), e la a lunga, pronunciate ham, che corrisponde a Shiva (la forma maschile del divino)… Le due lettere vanno immaginate e visualizzate proprio in quest’ottica. La a femminile si trova nel muladhara-chakra, posto alla base della spiana dorsale, ed è di colore marrone. La a maschile è collocata nel  sahasrara-chakra, posto sulla sommità della testa, e di colore bianco. Durante l’esecizio il respiro va trattenuto leggermente fra l’inspirazione e l’espirazione. Durante l’inspirazione il praticante deve visualizzare il proprio respiro ridiscendere, attraverso il pingale e ida, e finalmente a raggiugnere la lettera a che è collocata nel muladhara-chakra. Quando il respiro arriva al muladhara-chakra, la lettera assume un colore più vivido e diventa in parte rossa, proprio come un carbone ardente si tramuta in fiamma. Il praticante L’apprendista dovrebbe concentrarsi su questa immagine e adalimentarlo con il prana soprattutto durante la ritenzione del respiro. Dopo questo, bisogna espirare, mentre si immagina il respiro salire il sushumna in forma di una corrente blu” .

“In una seconda serie di esercizi l’apprendista deve immaginare una vivida fiamma verticale salire vorticosamente dalla lettara a posta nel Muladhara Chakra o Centro Basale. Ad ogni respiro la fiamma sale di qualche centimetro, in modo che dopo dieci respiri si trovi in corrispondenza del chakra posto in corrispondenza dell’ombelico. Dopo altri dieci respiri si raggiungerà il cuore, altri dieci la laringe; e coì via fino a raggiongere il chakra posto sulla sommità della testa. A questo punto l’apprendista deve visualizzare la fiamma fondersi con la lettera ham”

“Esiste una variante che differisce dalla precedente nel processo di visualizzazione. Subito dopo aver immaginato la fiamma generarsi dal muladhara-chakra, l’apprendista deve immaginare che la lettera posta sulla sommità della testa cominci a sciogliersi, gocciolando sulla fiamma e alimentandola facendola salire verso l’alto. Alla fine la fiamma riempie lo sushumna fino al chakra sahasrara, in cui avviene la trasfigurazione della lettera ham.”

“Negli esercizi tibetani che abbiamo menzionato, la visualizzazioni ripetute dovrebbero originare un processo di induzione e risveglio. Le immagini, che sono rappresentazioni del processo reale, il lavoro per rendere questo processo reale. Così, ad un certo punto, queste prefigurazioni sono sostituite dallo stato reale, con una reale manifestazione dei suoi effetti. I testi insistono, tuttavia, che tra prefigurazione e l’esperienza ci sarà sempre uno iato e che il momento del risveglio rappresenta qualcosa di discontinuo ed imprevedibile. Le immagini si trasformeranno ed inizieranno ad agire di loro iniziativa, come se fossero animate e portate in giro da una forza estranea. Quando il processo di visualizzazione sfugge al controllo di chi inizia, il risveglio è vicino”.

(original post Instruments of the Magical Imagination from unurthed.com)

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