Zhuang-zi: Libertà naturale

Nello sterile nord si stende un mare: il ‘Lago Celeste’. Là vive un pesce. La sua larghezza è di molte migliaia di li, nessuno ne conosce la lunghezza. Il suo nome è Kun. Là esiste anche un uccello chiamato Peng il cui dorso è simile al monte Tai e le cui ali sono come le nuvole del cielo. Descrivendo una spirale simile a un corno d’ariete, l’uccello si alza su un vento ascendente di novantamila li. Al di là delle nuvole, il cielo azzurro sopra di lui, dirige il suo volo verso il sud per giungere all’oceano meridionale.
Una quaglia lo deride dicendo: Dove va questo uccello? Io mi levo in aria a non più di una tesa, scendo e volteggio tra l’artemisia. E questo è per me lo scopo del volare. Dove va questo uccello?
Ecco la differenza tra il piccolo e il grande.
Alcuni hanno un’intelligenza sufficiente a esercitare una certa funzione. Altri, con la loro condotta, possono essere d’esempio a un intero distretto. Altri posseggono le qualità del principe e si impongono a tutto il principato. Tutti si danno arie come una certa quaglia fiera di sé.
Rong-zi di Song rideva di loro. L’ammirazione del mondo intero non avrebbe potuto spronarlo, il disprezzo del mondo intero non avrebbe potuto scoraggiarlo. Perché egli sapeva distinguere l’interiore dall’esteriore e quindi l’onore dal disonore. Purtroppo, però, non sapeva far altro all’infuori di quello. Certo, un uomo simile è raro al mondo, ma non ha prescritto nulla.
Lie-zi si spostava cavalcando il vento. Viaggiava in modo piacevolissimo, e in capo a quindici giorni faceva ritorno. Certo, un uomo simile è raro tra coloro che hanno raggiunto la felicità. Ma anche se poteva evitare di camminare, dipendeva tuttavia da qualcosa.
Quanto a colui che può padroneggiare la sostanza dell’universo, utilizzare la potenza dei sei soffi e, così, esplorare l’universo, da che cosa dipenderebbe ancora? Per questo è stato detto: L’uomo perfetto è senza io, l’uomo ispirato è senza opera, l’uomo santo non lascia nome […].

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