Norooz, buon equinozio di primavera

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Norooz o Nawrūz deriva dall’unione di due parole antico-persiane: nava (nuovo) e rəzaŋh (giorno), e significa perciò “nuovo giorno”, è una ricorrenza tradizionale che celebra il nuovo anno, coincidente con l’equinozio di primavera, ed è festeggiata in Iran, Kurdistan, Azerbaijan, Afghanistan, Albania, Georgia e in vari paesi dell’ Asia centrale. Nasce inizialmente come festa sacra zoroastriana, ma nei paesi iranici è il corrispondente della festa occidentale del capodanno.

Stando alla tradizione mitologica iraniana, il Nawrūz viene fatto risalire a circa 15.000 anni fa, all’epoca del leggendario re persiano Yima. Questi, figura mitica dello zoroastrismo, viene solitamente indicato dalla tradizione come l’ideatore della festività, allora una celebrazione dell’arrivo della primavera. In seguito Zoroastro riorganizzò la festività in onore di Ahura Mazda, divinità principale del pantheon iraniano pre-islamico. Dodici secoli più tardi, nel 487 a.C., l’imperatore persiano Dario fece celebrare, con grandi preparativi, il Nawrūz nel suo palazzo reale a Persepoli; in quell’anno, infatti, il sole cadde esattamente al centro dell’osservatorio astronomico costruito nel palazzo; questo evento eccezionale, previsto dagli astronomi persiani, venne visto come un segno di buon auspicio per il regno.

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Successivamente, il Nawrūz divenne festa nazionale dell’impero persiano sotto la dinastia dei Parti (248 a.C.-224 d.C.); le più ampie documentazioni dei festeggiamenti del Nawrūz in tempi antichi provengono però dall’epoca di Ardashir I, capostipite della dinastia dei Sasanidi (224-651). Durante questa dinastia, infatti, il Nawrūz divenne la festività più importante dell’anno e, in quest’epoca, vennero introdotte tradizioni quali l’udienza pubblica del sovrano, l’amnistia ai prigionieri e lo scambio di doni.

Il Nawrūz fu una delle poche festività dell’antica Persia a sopravvivere all’avvento dell’Islam nel 650; i primi musulmani incorporano infatti la festività insieme alle feste solenni del loro calendario, anche se eliminandone gli aspetti più strettamente legati allo Zoroastrismo. La tradizione passò così durante il periodo del Califfato fino ad arrivare, in molti aspetti immutata, fino all’epoca contemporanea.

Nell’iconografia zoroastriana il giorno dell’equinozio di primavera viene rappresentato attraverso l’eterna battaglia fra il toro, personificazione della Terra, e il leone, personificazione del Sole, che in questo giorno combattono alla pari.

One Response to “Norooz, buon equinozio di primavera”

  1. castelli romani Says:

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