Archive for April, 2009

Liberdade

Wednesday, April 29th, 2009


Dona Isabel que história é essa
De ter feito a abolição
De ser princesa boazinha
Que libertou a escravidão
To cansado de conversa
To cansado de ilusão
Abolição se fez com sangue
Que inundava esse país
Que o negro transformou em luta
Cansado de ser infeliz
Abolição se fez bem antes
E ainda há por se fazer agora
Com a verdade da favela
Não com a mentira da escola
Dona Isabel chegou a hora
De se acabar com essa maldade
De se ensinar aos nossos filhos
O quanto custa a liberdade
Viva Zumbi nosso rei negro
Que fez-se herói lá em Palmares
Viva a cultura desse povo
A liberdade verdadeira
Que já corria nos quilombos
E já jogava capoeira
Iê viva Zumbi

(words by: Mestre Toni Vargas)

Intervallo

Tuesday, April 28th, 2009
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(art by: Boris Shapiro)

J.G. Ballard 1930-2009 R.I.P.

Monday, April 20th, 2009

Ieri è morto uno dei più acuti visionari osservatori della cultura contemporanea. Seppur apparentemente tristi queste sono le regole del gioco, e sappiamo di certo che la sua eredità non andrà perduta.

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“In a totally sane society, madness is the only freedom.”

Credo nel potere che ha l’immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.

Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli scontri d’auto, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell’eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.

Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della nostra immaginazione. (more…)

Matador

Saturday, April 11th, 2009
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“Ogni specie di moralismo è negazione della vita”
(words by: Wilhel Reich – art by: Ruven Afanador)

Semana santa

Friday, April 10th, 2009
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Pubblichiamo una raccolta di immagini delle celebrazioni per la settimana santa provenienti da tutto il mondo.

Butoh

Wednesday, April 1st, 2009

Il primo spettacolo butoh fu presentato ad un festival di danza giapponese da Tatsumi Hijikata nel 1959 col nome di Kinjiki, Colori Proibiti. Lo spettacolo, basato sull’omonima novella di Yukio Mishima, aveva per argomento l’omosessualità. L’immagine finale di Yoshito Ono, figlio di Kazuo Ohno, con un pollo vivo tra le gambe fu talmente oltraggiosa per la platea che lo spettacolo venne censurato spegnendo le luci sul palcoscenico, e Tatsumi Hijikata bandito dal festival ed etichettato come iconoclasta.

Hijikata continuò, nei suoi lavori successivi, a sovvertire le nozioni fondamentali della danza, ispirato anche da scrittori come Yukio Mishima, Lautréamont, Antonin Artaud, Jean Genet e de Sade. Le sue ricerche esplorarono i campi del grottesco, dell’oscurità, della decadenza. Hijikata è stato il primo a sviluppare una linguaggio coreografico del butoh, il butoh-fu (“fu” in giapponese significa parola), seppur poetico e surreale, che permettesse al danzatore di trasformarsi in animali o oggetti. Questa trasformazione coinvolge l’individuo prima sul piano psicologico e poi su quello fisico e si contrappone alla semplice imitazione dell’oggetto. Hijikata ha curato molte coreografie per Kazuo Ohno, il quale è considerato come uno dei più grandi danzatori di tutti i tempi e ha ricevuto riconoscimenti in tutto il mondo. La sua notevole longevità artistica gli ha permesso di presentare al mondo il suo capolavoro Admiring la Argentina all’età di 70 anni nel novembre del 1977. Ha continuato a danzare fino a 95 anni.
(via: wikipedia.org)