Archive for August, 2007

Bodyplay: libertà e caos

Tuesday, August 28th, 2007

Ultimamente stiamo riflettendo sulle modificazioni corporee. Lacerati, ma costantemente incuriositi, ci si perde nell’indecisione. Che il seguente testo di Bodhipat A-Ra possa essere d’ispirazione.

altLe culture primitive vedevano i buchi come fori per la luce, ingressi, porte, onfali magici in cui far convergere le segrete linee energetiche della materia. Cicatrici come mappe, tracciate sulla pelle per proteggersi dalle perturbazioni degli astri e dai folli malumori del sole e per suggere, allo stesso tempo, dalla corolla domata del cosmo la squisita linfa dell’estasi primeva.

Il buco era l’atto rituale che sanciva il patto tra uomo e natura, sugello che rinnovava il contratto e invocava le forze, come baffi di corno inseriti nel naso a imitare il grande giaguaro sensibile alle correnti del vento o becchi d’osso impiantati nelle labbra a riecheggiare gli uccelli, vittime sacrificali e messaggeri di un dio diffuso e cosparso.

Oggi l’uomo non vede che il sangue e il dolore, la fuoriuscita incontrollata dei fluidi e il tremito assurdo degli organi interni e si accontenta di occhi di vetro che, incapaci di trascendere, gli riflettono solo lo spettacolo spastico della sua fragile identità standardizzata.

Invece di guardare nel buco, nel buco si richiude e la paura del buio rischia di togliergli per sempre la luce.

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Bunny

Monday, August 27th, 2007
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(art by: The Mint Chick, “Walking Off a Cliff Again” – via bunnylicious)

Mudras Gallery

Sunday, August 26th, 2007
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Una bella galleria fotografica di mudra buddisti realizzata da Dennis Cordell.

Le Tong, società segrete per il nuovo millenio

Saturday, August 25th, 2007

Proponiamo un intervento di Hakim Bey (al secolo Peter Lamborn Wilson) sull’attualità di organizzazioni segrete fondate sul modello delle tong cinesi. Il testo è un po’ datato ma resta comunque interessante e stimolante. Buona lettura.

L’altro inverno ho letto un libro sulle tong cinesi – forse il primo mai scritto da qualcuno che non fosse un agente del Servizio segreto britannico! – e per la prima volta ho capito perché sono sempre stato attratto dalle tong. Non solo per il loro romanticismo e per l’elegante decoro delle cineserie decadenti, ma anche per la forma, la struttura, l’essenza vera dela cosa.

Qualche tempo dopo in un’eccellente intervista con William Burroughs sulla rivista “Homocore”, scoprii che anche lui era rimasto affascinato dalle tong e consigliava la forma come perfetto modello di organizzazione per i froci, particolarmente nell’era presente di merdoso moralismo isterico. Sono d’accordo ed estendo la raccomandazione a tutti i gruppi marginali, specialmente quelli la cui jouissance ha a che fare con l’illegalità (stonati, eretici sessuali, insurrezionali) o con l’etrema eccentricità (nudisti, pagani, artisti postavanguardia ecc)
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Meditation for Avatars

Thursday, August 23rd, 2007
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Meditation for Avatars è un esperimento artistico basato su una community online i cui partecipanti condividono la potenza di calcolo del proprio computer, estensione del pensiero umano, per recitare mantra attraverso la rete.
Un esperimento di meditazione robotica collettiva per alzare il livello di coscienza.

OM shanti shanti shanti

Ritorno dai bagni nel sole di apollo

Tuesday, August 21st, 2007
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(art by: William Wallace Denslow “The Wonderful Wizard of Oz” 1900)

Aghora e la via della mano sinistra

Wednesday, August 1st, 2007

Ecco, fuoriprogramma, un minidossier sull’Aghora, una forma estrema del tantrismo hindu. Il testo è tratto da FuocoSacro e in fondo alla pagina originale ci sono alcuni video molto interessanti, non perdeteveli.

alt Nella antica città indiana di Benares arde da millenni un Fuoco Sacro inestinguibile. La lucente città di Shiva è il sempiterno teatro dell’incessante ardore delle pire funebri, perenni, molteplici, costanti, disposte a centinaia, lungo le sponde del divino Gange. Il Manikarnika Ghat (detto anche Mahasmashan) è il più grande campo di cremazione della città, ed è uno dei luoghi più sacri di tutta l’India; bruciare al Manikarnika il proprio corpo fisico, giunto ormai al termine della sua effimera esistenza, è una delle massime aspirazioni di ogni induista.

Da ogni parte dell’India e anche oltre, centinaia e centinaia di persone, anziane e malate, si recano lì ogni giorno ad attendere serenamente la propria dipartita, mentre dai treni vengono scaricati innumerevoli corpi umani, ormai già privi di vita, giunti anch’essi da molto lontano per poter avere accesso al sacro fuoco di Benares. In quel luogo dove l’aria è satura di morte, dove il denso fumo delle cremazioni compenetra ogni cosa con il suo acre odore, lì dove grossi uccelli neri si contendono voracemente brandelli umani ed ossa, in quel luogo dove uomini e donne d’ogni casta e d’ogni età divengono cenere in egual maniera, è lì che è possibile scorgere l’Aghori in meditazione accanto alla pira. (more…)