Perù: Danza de las tijeras (la danza delle forbici)

La danza delle forbici, o danza de las tijeras è una danza originaria del sud delle Ande, in Perù, in cui due danzatori a turno si sfidano in acrobazie e passi di danza accompagnati da violini ed arpe.

In questi giorni una grossa testata online di informazione dedica un servizio fotografico a questo antico rituale. Al solito la chiave con cui viene proposta e descritta la danza è squisitamente occidentale, limitando la descrizione dell’evento all’aspetto folcloristico, centrando il tutto sulla forza fisica e la resistenza al dolore, facendo solo un velato riferimento all’origine religiosa del rito, usando per i danzatori l’improprio termine di santoni, attributo che può essere valido per gli shadu induisti, ma non di certo per questi uomini che nel rito si fanno veicoli sacri per entrare in comunicazione con la natura.

Questo è un punto di vista che non rende dignità a questa danza ancestrale,
che è sì una manifestazione d’arte e di destrezza fisica, ma soprattutto un complesso rituale magico.

Interrogando un moderno oracolo in pochi click arriviamo ad un punto di vista molto più interessante:


A circa 700 chilometri di distanza da Lima, nel villaggio di Cabana Sur, Ayacucho, si celebra la Festa dell’Acqua nel mese di settembre e durante questa festa si rende omaggio a San Isidro Labrador, il santo che protegge le coltivazioni ed è per questo che la sua immagine è accompagnata da due buoi che simboleggiano l’aratura dei campi. Sebbene la maggior parte degli abitanti giustifichi la presenza di ballerini di forbici in questa festa con un “perché è nostra consuetudine“, la realtà è che essi fungono da intermediari tra la comunità e le forze della natura. Halcón de Paico, uno dei ballerini, ci dice riferendosi al rito del “pagapu” (pagamento alla natura) “bisogna fare un’offerta all’Apu (colle protettore) dalla chiesa per chiedere il permesso di utilizzare lo spazio in cui verranno rappresentate le danze. Questa è l’usanza. L’Apu ci dovrà perdonare perché anticamente non c’era luce e si teneva al buio, ma ora non si può fare così e quindi il nostro Apu Ccarhuarazo ci saprà comprendere“.

Questa danza, oltre ad essere un’espressione artistica che si pratica più o meno da due secoli nella Regione Chanka, è anche una manifestazione connessa ai rapporti di lavoro, di produzione e all’organizzazione sociale. Il ballerino si guadagna il suo ruolo di intermediario con la natura partendo da un rito di iniziazione in cui esegue la sua danza in una grotta ubicata in qualche colle sacro.

E’ allora che riceve il “potere del colle” e diventa una specie di diavolo nero, non nei termini della religione cattolica ma come un possessore di forze speciali che gli danno la facoltà di entrare in comunicazione con la natura. Spiega Halcón de Paico: “abbiamo l’impegno di un Apu-Dio che ci obbliga a fare questa cerimonia prima dell’inizio della danza delle forbici e ciò ci assicura la forza per le nostre prove“. In questo primo giorno, dopo l’offerta al colle protettore fatta in chiesa, ogni ballerino si dirige in casa di uno dei cerimonieri responsabili della festa che gli offre uno spazio per riposarsi, per ristorarsi e cibarsi fino alla fine della celebrazione. Qui i musicisti accordano i loro strumenti per eseguire i loro pezzi nel miglior modo possibile e due donne si incaricano di offrire liquore a tutti gli assistenti. Tra qualche istante il ballerino, ancora senza aver indossato gli abiti della danza, si esibirà nei suoi primi passi di ballo. Dice un abitante del villaggio “è per presentarsi alle persone affezionate…si beve liquore perché la gente si animi, si infervori e si disponga nell’animo giusto…per l’incontro dei ballerini nella piazza tutti dobbiamo essere nello spirito giusto, per questo beviamo“.

Dal punto di vista del sincretismo religioso, la danza è ritenuta la pratica clandestina della religione indigena che si realizzava, per esempio, rappresentando gli dei antichi con tratti propri delle feste cattoliche per sostituire superficialmente divinità preispaniche con santi della chiesa. Questo tipo di comportamento si rese necessario perché durante la conquista i teologi che arrivarono in questa terra non compresero la visione cosmica degli indigeni nella quale si realizzava un patto con il colle venerato affinché il suo potere soprannaturale proteggesse la popolazione e, contagiati dalla Caccia alle Streghe che c’era in Europa, interpretarono come “propri del diavolo” (in termini cattolici) certi dettagli simbolici.

La Danza delle Forbici è, in realtà, preispanica ma l’uso stesso delle forbici iniziò con l’arrivo degli spagnoli che portarono in questa zona tanto il metallo come lo strumento. Prima si usava un altro tipo di utensili per attirare l’attenzione degli dei o delle forze naturali mediante qualche suono; per questo usavano una specie di sonagli di rame dentro cui mettevano dei semi. Con l’arrivo degli spagnoli il metallo fu visto come un elemento magico sia perché era sconosciuto sia per la sua brillantezza. Oggi si continua a pensare che le forbici abbiano un potere speciale, ragion per cui si usano con molta cautela evitando di separare le loro due parti perché si crede che l’energia del ballerino possa fuggire.

Nonostante nella vita quotidiana i ballerini si dedichino alle loro faccende giornaliere in relazione al lavoro e agli impegni familiari, la complessità della danza rituale li trasforma in simboli del passaggio dalla realtà immediata al mondo magico della danza, del passaggio dal mondo fisiologico interno al possesso della forza della natura attraverso la loro resistenza e la loro destrezza durante l’esecuzione degli ultimi giorni. Il loro vero ruolo nel contesto della festa è quello di compiere il rituale magico e di stabilire una relazione tra i cerimonieri, la comunità ed i ballerini.

(testo da: portale Perù, La Danza delle forbici; immagini: Reuters)

9 Responses to “Perù: Danza de las tijeras (la danza delle forbici)”

  1. meraviglia Says:

    Interessante questo blog!
    Grandeeeee!

    Visto questo argomento linko possibili
    percorsi altri:
    http://es.wikipedia.org/wiki/Tinku
    http://en.wikipedia.org/wiki/Tinku

    dateci un occhio e fateci un pensiero,
    questa danza e’ una sorta di fight club
    (scusate la cafoneria da colonizzato,
    pero’ rende l’idea piu’ precisa)
    antico di migliaia di anni

    p.s.: occhio che i boliviani in questa occasione
    danno il meglio di se’, ovvero picchiano da paura.

  2. george Says:

    bella meraviglia!
    grazie del link!

    aaao aoaoao aoaoa aoao
    aaa aaaa aaaaa aaaaa

    che figata leggere i fratelli in giro per il mondo tramite blog caotici! ;)

    questo uicchend sono sceso con ramon diaz cordoba a carnisciolte ci sei mancato un sacco….

    …e questo dovrebbe bastare ;)

    a presto
    e stai sempre bene

    un bacio
    g

  3. meraviglia Says:

    Dietro un tono sottilmente informale
    c’era un gigantesto
    aaaaaaaaaooooooooooooooooooo

    ciaoooooo marikon!
    baciabbraccifrocetti!

    aaaaaaaaoooooooooooo

  4. lulu Says:

    secondo me questo blog non è una meraviglia.le danze manco esistono!!!!!!!!!!

  5. george Says:

    ciao lulu
    è vero, niente esiste.

  6. george Says:

    se cercate su youtube ‘danza tijeras’ trovate alcuni video

  7. orgone Says:

    sempre a proposito dell’invenzione della tradizione, e della sua rielaborazione, questa riflessione mi sembra molto interessante:
    “La Danza de las Tijeras, originaria de la región de Chanka (Perú) podemos colocarla como ejemplo de las transformaciones que se producen en una expresión artística y en sus ejecutantes, cuando pierden se referente cultural al pasar del contexto rural al urbano. Los danzantes se vieron inducidos a integrarla en el mercado de comercialización de las actividades folklóricos, presentándola en teatros, peñas y campos deportivos, limitando la danza en el tiempo y en el espacio, sin poderla desarrollar en todo su valor expresivo. Los especialistas rituales se convirtieron así en especialistas laborales. Asimismo los cambios de forma surgidos en el proceso de transmisión y difusión de la danza trajo como consecuencia la conversión del significado ritual y mágico (asociado al ciclo agrícola) al recreativo-popular (asociado al ocio). Sin embargo, a pesar de toda la presión transculturadora, los emigrantes de Chanka son consciente de ello y mantienen una moderada resistencia al cambio, dado que la Danza de las Tijeras constituye una manera de agarrarse a lo propio, una seña de identidad ante la pretendida uniformidad citadina, y una forma de reivindicar el reconocimiento de la cultura que ellos personifican.”
    da “Aproximación conceptual al fenómeno turístico en la actualidad” Ángel Acuña Delgado ( http://www.ugr.es/~pwlac/G20_17Angel_Acuna_Delgado.html#2. )

  8. lore Says:

    ciao,
    bellissimo articolo!

  9. lore Says:

    dicevo….
    bellissimo articolo.
    ho un piccolo blog che parla di perù, la mia passione, in cui raccolgo curiosità che mi interessano, per mio piacere e archivio personale.
    ho citato il tuo blog e copiato qualche parte a proposito di questo articolo
    ciao

Leave a Reply