Ogni cosa è reale, anche l’irreale


Il testo che segue è tratto da Principia Discordia, testo sacro della Società Discordiana.

Il Principio Aneristico è quello dell’ordine apparente; il Principio Eristico è quello del disordine apparente. Sia ordine che disordine sono concetti creati dall’uomo e sono suddivisioni artificiali del puro caos, che è a un livello più profondo del livello di questa distinzione.

Con il nostro apparato costruttore di concetti chiamato mente guardiamo la realtà attraverso le idee-sulla-realtà che le nostre culture ci tramandano.

Le idee-sulla-realtà sono erroneamente chiamate realtà e i non illuminati saranno per sempre stupiti dal fatto che gli altri, specialmente se appartenenti ad altre culture, vedano la realtà in modo differente.

Sono solo le idee-sulla-realtà ad essere diverse. La realtà Reale (Vera con la V maiuscola) è a un livello più profondo del livello dei concetti.

Noi guardiamo il mondo attraverso finestre su cui sono disegnate delle griglie (concetti). Filosofie diverse usano griglie differenti. Una cultura è un insieme di persone che usa griglie piuttosto simili. Attraverso una finestra vediamo il caos e lo capiamo confrontandolo con i punti della nostra girglia.
L’ordine è nella griglia. Questo è il Principio Aneristico.

La filosofia occidentale è tradizionalmente preoccupata dal contrasto di una griglia con un’altra e sul modificare le griglie in nella speranza di trovarne una perfetta che spiegherà l’intera realtà e sarà, quindi, Vera (dicono gli occidentali non illuminati). Tutto questo è mera illusione; è quello che gli Erisiani chiamano illusione aneristica.

Alcune griglie sono più utili di altre, alcune più belle di altre, alcune più piacevoli di altre, eccetera, ma nessuna può essere più Vera di qualunque altra.

Il disordine è semplicemente un aggregato di informazioni che viste attraverso una particolare griglia, sembrano del tutto scorrelate. Maschile e femminile sono idee sul sesso. Per definire il maschile si parla di assenza di femminilità, e vice-versa, si tratta di definizione totalmente arbitrarie.
Il concetto artificiale di “non-relazione” è un Principio Eristico.

Credere che l’ordine sia vero e che il disordine sia falso o qualcosa di sbagliato, è detto Illusione Aneristica.
Fare lo stesso per il disordine è l’Illusione Eristica.

Il punto è che la verità (con la v minuscola) è definita in base al tipo di griglia usato in un dato momento, e che la Verità (con la V maiuscola), realtà metafisica, non è rilevabile interamente da nessuna griglia.

Applicando griglie diverse il chaos ci apparirà di volta in volta ordinato o disordinato.

(fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Discordianesimo)

4 Responses to “Ogni cosa è reale, anche l’irreale”

  1. alieno Says:

    Il caso non esiste il caos pervade ogni cosa.

    23

  2. george Says:

    ficherrimo,
    oggi ho postato questo articolo e quasi contemporaneamente il nostro compagno (o camerata) di merende ha pubblicato un articolo “equivalente”, scegliendo di mettere come illustrazione le macchie di Rorschachs…
    resosi conto della sincronicità bizzarra, come sempre deve sembrare ogni sincornicità che si rispetti, ha postato qui un commento,
    ovviamente il ventitreeesimo…

    …come se ci fosse ancora bisogno di una prova per constatare che tutto è uno
    o forse due
    sicuramente non tre

  3. perplitudine Says:

    Non so, ormai mi occupo molto meno dei “massimi sistemi” cosmici di quanto anni fa.
    Lascio scorrere.
    Ma pensai…

    “All is one and one is two to me”
    sy:))

  4. 0rg0 Says:

    Qualunque cosa crediamo essere vera, è vera o lo diventa nella propria mente, entro certi limiti che si possono determinare in modo sperimentale ed esperienziale. Questi limiti, a loro volta, sono credenze che devono essere trascese. I limiti delle proprie credenze determinano i confini della propria possibile esperienza. Dunque ogni volta che raggiungi e riconosci una credenza limitante, devi esaminarla ed andare oltre. Nelle province della mente non ci sono limiti.

    John C. Lilly

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