Tattiche del magick

da: “Il Leviatano“, R. Shea e R.A. Wilson, Shake edizioni.


Norbert Wiener, nel suo “Introduzione alla Cibernetica” scrive: “Il cervello umano opera evidentemente sulla base di qualche variante del famoso principio enunciato in “The Hunting of the Snark”: quello che ti dico tre volte è vero“.

L’idea più importante all’interno del Libro della magia sacra di Abra Melin Mago è la semplice formula “Invocare spesso“.

La forma più riuscita di trattamento per i cosiddetti disturbi mentali, la teoria comportamentista di Pavlov, Skinner, Wolpe e altri, potrebbe essere riassunta con due termini simili: “Rafforzare spesso“.

La pubblicità, come tutti sanno, si basa sull’assioma ripetere spesso.

Coloro che si ritengono materialisti e credono che il materialismo imponga di negare tutti i fatti che non si attingono alla loro definizione di materia si dimostrano riluttanti ad accettare la lista ampia e ben documentata di individui che sono stati guariti da serie malattie tramite quella forma assurda e volgarissima di magik conosciuta come Scientismo cristiano. Ciò nonostante non esiste differenza essenziale tra magik, comportamentismo, pubblicità e Scientismo cristiano. Possono essere tutti condensati nel semplice invocare spesso di Abra-Melin.

Se ci ripetono abbastanza spesso che la “Budweiser è la regina delle birre“, alla fine la Budweiser avrà un sapore migliore, magari addirittura molto migliore di quello che aveva prima che fosse lanciato l’incantesimo. Se un terapeuta comportamentale al soldo dei comunisti vi ricompensasse ogni volta che lanciate uno slogan comunista, lo ripetereste più spesso e iniziereste a scivolare impercettibilmente verso lo stesso tipo di fede degli scientisti cristiani verso i propri mantra (esemplare quanto accaduto in Cina negli ultimi cinquant’anni. n.d.r.). E se uno scientista cristiano si ripete ogni giorno che la sua ulcera se ne sta andando, l’ulcera scomparirà più alla svelta che se non si fosse sottoposto a questa campagna pubblicitaria fatta in casa. Infine, se un mago invoca il gran dio Pan abbastanza di frequente, il gan dio Pan apparirà ineluttabile come il comportamento eterosessuale agli omosessuali che vengono trattati (o maltrattati) dalla terapia comportamentistica.

L’opposto e reciproco di “invocare spesso” è “bandire spesso“.

Il mago che desideri una manifestazione di Pan non solo lo invocherà direttamente e verbalmente, creerà condizioni paniche nel proprio tempio, rafforzerà i profumi associati a Pan ecc., ma altresì bandirà le altre divinità verbalmente, rimuovendo i parametri, i colori e i profumi a loro associati e in tante altre maniere. La teoria comportamentista lo definisce “rafforzamento negativo“, e trattando una paziente che teme gli ascensori non solo rafforzerà (ricompenserà) ogni caso in cui il paziente usi gli ascensori senza provare terrore, ma rafforzerà negativamente (punirà) ogni segnale di terrore mostrato dal paziente. Lo scientista cristiano, ovviamente, usa un mantra o incantesimo che allo stesso tampo rafforza la salute mentre rafforza negativamente (ovvero bandisce) la malattia.

La realtà è termoplastica, non termoindurente. Non è proprio pongo, ma è molto più vicina al pongo di quanto non ci accorgiamo di norma. In maniera simile, una pubblicità non solo motiva l’ascoltatore verso il prodotto dello sponsor, ma scoraggia l’intessere di tutti i “falsi dei” assumendoli nella lista delle disprezzabili e desprezzate Marche X.

L’ipnotismo, il dibattito e tutta una serie sterminata di giochi sfruttano lo stesso meccanismo: Invoca spesso e Bandisci spesso.

Il lettore che cerchi una comprensione più approfondita di questo argomento può mettere alla prova questi principi. Se temete, in questo ambiente cristiano, di prendere troppo sul serio il mantra dello scientismo cristiano, provate invece questo semplice esperimento. Per quaranto giorni e quaranta notti, iniziate ogni giornata invocando e lodando il mondo in se stesso quale espressione delle divinità egizie. All’alba recitate:

   Benedico Ra, il focoso sole che brucia splendente
   Benedico Isis-Luna nella notte
   Benedico l'aria, il falco-Horus
   Benedico la terra sulla quale cammino.

Ripetetelo poi al sorgere della luna. Continuate per quaranta giorni e quaranta notti. Vi garantiamo senza riserve che, come minimo, vi sentirete più felici e più a casa vostra in questa parte della galassia; e, come massimo, potreste trovare ricompense oltre le vostre aspettative, e sarete convertiti all’uso di questo mantra per il resto della vita. (Se i risultati si rivelassero piu eccezionalmente positivi, potreste anche iniziare a credere nelle antiche divinità egizie.)

Potete scovare una selezione di tecniche di magik che non offenderebbero la ragione di nessun materialista in You Are Not the Target di Laura Archera Huxley (che mantra potente, già dal titolo!), in Gestalt Therapy d Perls, Heferline e Goodman e in Mind Therapy di Masters e Houdston.

Tutto questo, oviamente, significa programmare il proprio viaggio manipolando sequenze appropriate di parole, suoni, immagini ed energia emozionale (prajna). L’aspetto del magick che lascia più perplessi e confusi, e che urta la mentalità moderna, è quando l’operatore programma il viaggio di qualcun altro, agendo a distanza. Questo tipo di mentalità trova incredibile e insultante che qualcuno possa asserire che il nostro signor Nkrumah Fubar può programmare un mal di testa per il presidente degli Stati Uniti. Potrebbe accettare una simile manipolazione di energia qualora il presidente fosse al corrente degli incantesimi del signor Faubar, ma non accetterà che funzioni altrettanto bene quando il soggetto non è a conoscenza della maledizione.

Per uno scettico del genere, la teoria magica secondo cui 5=6 non ha valenza, e i maghi non hanno ancora proposto una teoria migliore. Il materialista allora asserisce che tutti i casi in cui la magia dimostra d’aver funzionato con questo handicap sono illusioni, allucinazioni, coincidenze, fraintendimenti, fortuna, caso o semplice burla.

Non capisce che asserirlo equivale a dire che in fondo la realtà è termoplastica, dato che ammette che molta gente vive in una realtà diversa dalla sua. Piuttosto che lasciarlo a dibattersi cone le proprie contraddizioni, gli suggeriamo di consultare Psychic Discoveries Behind the Iron Curtain di Ostander e Schroedere, in specie il capitolo 11, “Dagli animali alla cibernetica: la ricerca di una teoria Psi”. Potrebbe capire che, una volta compresa appieno “la materia“, non c’è più nulla che un materialista debba respingere nell’azione a distanza del magick, ottimamente esplorata da scienziati che facevano riferimento a un rigido materialismo dialettico marxista.
(da: “Il Leviatano“, R. Shea e R.A. Wilson, 2000, Shake edizioni)

One Response to “Tattiche del magick”

  1. mosq Says:

    tutto ciò mi ricorda da vicino al-Kindi e il suo “de radiis…”… la cosa si fa più divertente ancora, ultimamente mi è capitato tra le mani un libro “tutto è uno” ed. urra, di cui non ricordo l’autore, che sostiene una concezione dell’universo molto fluida partendo dallo studio degli ologrammi…
    cioè siamo sempre fermi all’VIII sec dc
    o forse molto prima?

    m.

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