Sesso e cristianesimo

Saccheggiamo abbondantemente da Sesso e Cristianesimo, di Luigi Cascioli:

Che la Chiesa sia stata sempre contraria ad ogni rapporto sessuale sin dagli inizi della sua fondazione ci viene dal fatto che essa concesse ai suoi seguaci il permesso di sposarsi soltanto quando, in seguito alla mancata realizzazione di una profezia che dava per imminente la fine del mondo, fu costretta a riconoscere che l’interdizione ad ogni forma di accoppiamento avrebbe portato all’estinzione della specie umana.

Costretta quindi a riconoscere l’indispensabilità della fecondazione, la Chiesa, aggiudicatosi il ruolo di moralizzatrice, autorizzò i matrimoni dietro la condizione che i coniugi si attenessero nella maniera più scrupolosa alle leggi della sua morale.

Eccone qualche stralcio significativo:

1. Non si commette peccato se i coniugi compiono l’atto sessuale senza provare piacere. (Casistica). Fu in seguito a questo precetto che le donne per non compiere il peccato di concupiscenza, di cui poi dovevano confessarsi, recitavano durante il coito: “Non lo fò per piacer mio ma per dare un figlio a Dio”.

2. Se durante il coito uno dei due coniugi desidera ardentemente l’altro, costui compie peccato mortale. (S. Geronimo – Teologo).

3. I palpeggiamenti che precedono il coito, da considerarsi peccato veniale se si limitano a semplici carezze, assumono una gravità mortale se sono eseguiti con baci sugli organi genitali e sulla bocca e soprattutto se con l’introduzione della lingua. (Debreyne – Teologo).

4. Il coito tra marito e moglie deve essere praticato non più di quattro volte al mese. (Sanchez- Teologo). Non è peccato se ad un coito compiuto durante il giorno ne segue un altro nella notte successiva. (Sant’Alfonso de Liguori – Teologo).

5. Non è peccato se uno dei coniugi si ritira dal coito prima di emettere semenza. (Ciò perché si credeva che anche la donna producesse liquido seminale). (Sanchez- Teologo).

6. Poiché l’uomo s’indebolisce prima, la donna commette peccato se pretende due prestazioni consecutive. (Zacchia- Teologo).

7. Tra gli atti preliminari del coito sono considerati veniali la penetrazione del membro nella bocca e l’introduzione di un dito nell’ano della donna. (Codice ecclesiastico).

8. Commette grave peccato mortale l’uomo che misura la lunghezza del proprio pene. (Monsabré – Teologo).

9. La masturbazione femminile, considerata veniale se eseguita sulla parte esterna della vagina, diventa peccato mortale se viene praticata con l’introduzione delle dita o di altro qualsiasi strumento. (Debreyne – Teologo).

10. Poiché il distendersi sul dorso è contro natura, per non commettere peccato la donna deve eseguire il coito mostrando all’uomo la sua parte posteriore. (Casistica).

11. Quando una donna dice di essere stata violentata dal demonio, affinché si possano esaminarne gli effetti, si deve eseguire un’approfondita analisi su di essa osservandone minuziosamente la vagina e l’ano.

12. Perché il coito non costituisca peccato, lo sperma deve essere lasciato nell’interno della vagina oltre le labbra dell’utero (Ultra uteri labra). (Zacchia -Teologo).

13. Per combattere la frigidità che si dimostrava attraverso la mancata erezione del pene, se si dovevano far celebrare tre messe secondo Sanchez, per gli altri teologi era invece più efficace ricorrere all’esorcismo o alla pratica della comunione.

14. Il coito anale non costituisce peccato mortale se viene concluso nella vagina. (Sanchez -Teologo).

15. I seminaristi e i giovani preti commettono solo peccato veniale se arrivano all’eiaculazione attraverso semplici carezze. (Diagonali).

16. Contrariamente alla polluzione involontaria che non genera colpa, è da ritenersi peccato gravissimo la masturbazione perché essa, secondo a chi si rivolge il pensiero, corrisponde all’adulterio, all’incesto e allo stupro. La masturbazione diventa poi un orribile sacrilegio se l’oggetto del desiderio è la Beata Vergine Maria. (Sanchez – Teologo).

L’osservanza di questi precetti, imposta attraverso i confessionali, portò i
fedeli ad un soffocamento così eccessivo, che la Chiesa stessa fu costretta,
per evitare una reazione di rivolta, a concedere delle feste carnascialesche
perché le masse potessero sfogare la loro repressione.
Gli uomini hanno bisogno almeno una volta all’anno di divertirsi per
scaricare gl’istinti naturali che non possono essere repressi oltre misura.
Come le botti, che cederebbero se non si levasse di tanto in tanto il tappo per
scaricare la pressione, così essi scoppierebbero se in loro si facesse bollire
sempre e soltanto la devozione verso Dio”
. (Da una lettera inviata da
Padre Tillot nel 1444 alla facoltà di teologia di Parigi ).


Queste feste orgiastiche volute dalla Chiesa per scaricare i propri seguaci
della pressione che in essi si accumulava a causa della repressione sessuale,
andarono avanti fino al 1700 assumendo spesso un carattere estremamente
dissacratorio soprattutto quando venivano eseguite nell’interno delle stesse
chiese.

A queste cerimonie, oltre alla popolazione, vi partecipavano anche i
preti appartenenti al clero povero. Questi preti intervenivano soltanto a
cerimonia iniziata presentandosi, secondo l’usanza, ballando e cantando versi
osceni perlopiù travestiti da donne. I riti religiosi venivano parodiati
offrendo al posto dell’ostia salsicce di sangue e bruciando scarpe vecchie al
posto dell’incenso. Bevendo senza ritegno, si mischiavano tra la folla e tra
rotti e vomiti mostravano il loro astio contro la repressione ecclesiastica
facendo delle imitazioni caricaturali dell’erotismo e ripetendo le mosse del
coito e della masturbazione e, sempre nell’ambito dei travestimenti, ce
n’erano di quelli che montavano altri preti mascherati da monache. E poiché
in queste occasioni era tutto permesso, sacrilegamente costoro si esaltavano
sessualmente in lente danze ecclesiastiche che trovavano più eccitanti se
accompagnate da lenti canti mortuari. Erano delle vere feste baccanali nelle
quali, nella maniera più esplicita, il popolo reagiva contro la repressione
della morale cristiana esaltando Satana
“.

(tratto da: Sesso e Cristianesimo, di Luigi Cascioli)

12 Responses to “Sesso e cristianesimo”

  1. org Says:

    giusto ieri leggevo questo, che si commenta da solo:

    Prima lettera ai Corinzi (6:9 / 8:40 … o comunque si segni)

    9O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, 10né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.

    11E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!

    12″Tutto mi è lecito!”. Ma non tutto giova. “Tutto mi è lecito!”. Ma io non mi lascerò dominare da nulla. 13″I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!”. Ma Dio distruggerà questo e quelli; il corpo poi non è per l’impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. 14Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.

    15Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! 16O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un corpo solo. 17Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. 18Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. 19O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? 20Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!
    7

    1Quanto poi alle cose di cui mi avete scritto, è cosa buona per l’uomo non toccare donna; 2tuttavia, per il pericolo dell’incontinenza, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito.

    3Il marito compia il suo dovere verso la moglie; ugualmente anche la moglie verso il marito. 4La moglie non è arbitra del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il marito non è arbitro del proprio corpo, ma lo è la moglie. 5Non astenetevi tra voi se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera, e poi ritornate a stare insieme, perché satana non vi tenti nei momenti di passione. 6Questo però vi dico per concessione, non per comando. 7Vorrei che tutti fossero come me; ma ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro.

    8Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io; 9ma se non sanno vivere in continenza, si sposino; è meglio sposarsi che ardere.

    10Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito – 11e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito – e il marito non ripudi la moglie.

    12Agli altri dico io, non il Signore: se un nostro fratello ha la moglie non credente e questa consente a rimanere con lui, non la ripudi; 13e una donna che abbia il marito non credente, se questi consente a rimanere con lei, non lo ripudi: 14perché il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre invece sono santi. 15Ma se il non credente vuol separarsi, si separi; in queste circostanze il fratello o la sorella non sono soggetti a servitù; Dio vi ha chiamati alla pace! 16E che sai tu, donna, se salverai il marito? O che ne sai tu, uomo, se salverai la moglie?

    17Fuori di questi casi, ciascuno continui a vivere secondo la condizione che gli ha assegnato il Signore, così come Dio lo ha chiamato; così dispongo in tutte le chiese. 18Qualcuno è stato chiamato quando era circonciso? Non lo nasconda! È stato chiamato quando non era ancora circonciso? Non si faccia circoncidere! 19La circoncisione non conta nulla, e la non circoncisione non conta nulla; conta invece l’osservanza dei comandamenti di Dio. 20Ciascuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato. 21Sei stato chiamato da schiavo? Non ti preoccupare; ma anche se puoi diventare libero, profitta piuttosto della tua condizione! 22Perché lo schiavo che è stato chiamato nel Signore, è un liberto affrancato del Signore! Similmente chi è stato chiamato da libero, è schiavo di Cristo. 23Siete stati comprati a caro prezzo: non fatevi schiavi degli uomini! 24Ciascuno, fratelli, rimanga davanti a Dio in quella condizione in cui era quando è stato chiamato.

    25Quanto alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia. 26Penso dunque che sia bene per l’uomo, a causa della presente necessità, di rimanere così. 27Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei sciolto da donna? Non andare a cercarla. 28Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato. Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella carne, e io vorrei risparmiarvele.

    29Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; 30coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; 31quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo! 32Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; 33chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, 34e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. 35Questo poi lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene uniti al Signore senza distrazioni.

    36Se però qualcuno ritiene di non regolarsi convenientemente nei riguardi della sua vergine, qualora essa sia oltre il fiore dell’età, e conviene che accada così, faccia ciò che vuole: non pecca. Si sposino pure! 37Chi invece è fermamente deciso in cuor suo, non avendo nessuna necessità, ma è arbitro della propria volontà, ed ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene. 38In conclusione, colui che sposa la sua vergine fa bene e chi non la sposa fa meglio.

    39La moglie è vincolata per tutto il tempo in cui vive il marito; ma se il marito muore è libera di sposare chi vuole, purché ciò avvenga nel Signore. 40Ma se rimane così, a mio parere è meglio; credo infatti di avere anch’io lo Spirito di Dio.

  2. Massimo Says:

    Prima di tutto beccati un bel “complimenti per il Blog”, che non fa mai male. Molto interessante e zeppo di commenti e testi intelligenti su argomenti che meriterebbero più spazio sui media, ma viviamo in un paese troppo influenzato dalla presenza del Vaticano. Poi volevo precisare che l’autore del libro su Gesù é Luigi Cascioli, e non Luca Calcioli.
    Un saluto da Bruxelles.

  3. george Says:

    grazie per il commento
    sono un bollito e mi è scappato sto refuso
    correggo immediatamente, spero luigi non ne abbia troppo a male

    ciao

  4. spratz Says:

    Sono finita per caso qui…mentre facevo tutt’altre ricerche, quindi ho dato solo una letta veloce….
    Sottolineo una cosa, che spesso si dimentica e si confonde con il “credo”…
    1)La Chiesa è comunque un’istituzione
    2) La Chiesa aveva oltre al potere religioso, anche il potere temporale…non per nulla ci sono stati scontri durissimi tra Chiesa e Re!
    3)I testi vanno inseriti nel loro giusto contesto storico! E’ banale oltre che controproducente prendere stralci qua e là e commentarli senza una giusta cognizione storico-sociale-teologica!
    4)Esiste il progresso…dove li mettiamo tutti questi secoli? Un tempo si credeva pure alle streghe!?!
    5) Non confondiamo un giusto “freno” a dterminati aspetti (purtroppo noti dalla cronaca nera) con la schiavitù e l’oppressione…
    6) Il più delle volte bisognerebbe leggere tra le righe e non prendere tutto per verità assolute: esistono le metafore, le analogie, gli eufemismi, eccetera eccetera…

    e potrei continuare, ma lo studi mi “chiama”…

    E’ giusto trattare argomenti impegantivi, però facciamolo con cognizione di causa!

  5. george Says:

    ciao spratz,
    grazie del commento…
    …ma:

    > 1) La chiesa è comunque un’istituzione

    e quindi? o sei della scuola che le istituzioni non si possono discutere per qualche sorta di complesso d’inferiorità?

    > 2) La Chiesa aveva oltre al potere religioso, anche il potere temporale…non per nulla ci sono stati scontri durissimi tra Chiesa e Re!

    e quindi?
    anche se a dire il vero devi distinguere i casi, in quanto ci sono state occasioni in cui chiesa e re (o chiesa e stato) hanno limonato duramente (senza andare troppo lontano vedi le dittature sudamericane degli anni 80-90)
    non capisco cosa c’entri questo con il post in questione, se non rafforzare il fatto che la chiesa romana in quanto _POTERE_ (cosi’ come altre forme religiose istituzionalizzate) ha dovuto trovare (e continua a farlo) dei regolamenti etici con cui controllare i fedeli, o i sudditi se preferisci; e il sesso è uno strumento chiave di controllo.

    > 3)I testi vanno inseriti nel loro giusto contesto storico! E’ banale oltre che controproducente prendere stralci qua e là e commentarli senza una giusta cognizione storico-sociale-teologica!

    l’aspetto che ci premeva sottolineare con questo articolo crediamo si autoesplichi nel testo stesso, che pure ben si contestualizza.
    L’ipocrisia di nascondere certe cose dietro un velo teologico impossibile da mettere in discussione se non agli iniziati è, a nostro parere, ridicola e castrante, soprattutto quando invece queste leggi e posizioni vengono imposte anche a chi non ha la cognizione di cui parli.
    A tal proposito credo sia esemplare il famoso discorso di Joseph Ratzingher in cui, ribaltando il famoso approccio illuminista, chiede ai non credenti di comportarsi come se dio esistesse, e non un dio qualsiasi, ma quello cattolico;

    perché certe cose non si possono discutere ma solo ubbidire? mi sembra un approccio ridicolo e svilente dell’intelligenza e della vita umana.

    > Esiste il progresso…dove li mettiamo tutti questi secoli? Un tempo si credeva pure alle streghe!?!

    perfettamente d’accordo con te: “dove li mettiamo tutti questi secoli?”
    Se è vero che esiste un prograsso è altrettanto vero che non è sinonimo di miglioramento, così come è facile vedere come la chiesa romana abbia scelto il cambiamento solo quando la sua egemonia culturale era in qualche modo in pericolo, lottando comunque fino alla fine per non dover fare nessun passo indietro.
    Basta prendere in considerazioni le posizioni della chiesa su anticocezionali, omosessualità, eutanasia, autodeterminazione individuale, etc
    per vedere come l'”evoluzione” delle posizioni sia stata solo strumentale al mantenimento del potere
    e… che poi non si facciano più i roghi in piazza, questo non significa che la caccia alle streghe sia finita.

    i lustri passano ma resta comunque il fatto che quella cattolica romana è una cultura che continua a preferire una vita di dolore ad una di gioia e salute, che trasforma il desiderio e l’Amore in colpa, che difende chi non è nato e perseguita i vivi.

    5) Non confondiamo un giusto “freno” a dterminati aspetti (purtroppo noti dalla cronaca nera) con la schiavitù e l’oppressione…
    l’assioma libertà (sessuale o individuale che sia) uguale dissoluzione sociale è esattamente un’idiozia quanto l’accostamento (goffamente malcelato) che quotidianamente la chiesa fa fra pedofilia e omosessualità, tanto per fare un esempio.
    Spiega in che modo la sodomia, il sesso orale, l’omosessualità, o il semplice fatto di essere liberi e di ricavare piacere dall’amore e dal sesso fuori dal sacramento del matrimonio, siano causa di questi “determinati aspetti (purtroppo noti dalla cronaca nera)”, che non ti premuri nemmeno di esplicitare.

    Intuendo però quello a cui ti riferisci vorrei ricordarti come la maggior parte “di questi fatti di cronaca” abbiano luogo proprio in quelle sante istituzioni che sono la famiglia e la parrocchia.

    6) Il più delle volte bisognerebbe leggere tra le righe e non prendere tutto per verità assolute.

    Su questo la chiesa romana non mi sembra si sia mai premurata di dare il buon esempio; se non pretendendo il costante rispetto dei propri punti di vista senza mai concedere la stessa dignità a quelli degli altri.

    E’ proprio la chiesa ad imporre “verità assolute”, mentre noi siam qui a ribadire il relativismo, altro argomento che i conservatori cattolici vorrebbero estirpare, “anche con la violenza se necessario” (tanto per citare le parole di un vescovo e proposito di una festa anticlericale)

    > E’ giusto trattare argomenti impegantivi, però facciamolo con cognizione di causa!

    attenta a non confondere la “cognizione di causa” con il “timore reverenziale” nell’affrontare alcune questioni.

    “Io sono un principe libero e ho tanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare”

  6. orgon Says:

    beh
    per quello che riguarda la cornice teologica, non credo di avere il minimo desiderio di averla. o meglio, se il termine coincidesse con la sua etimolgia, sarebbe una cosa interessante. ma
    la teologia, così come viene intesa in ambito cattolico, è una stratificazione selezionata di discorsi elaborati da persone alle quali è stata riconosciuta un’autorità dall’istituzione cattolica stessa. si tratta, quindi, di un discorso completamente autorefernziale.
    più interessante, semmai, è inquadrare le questioni in un contesto storico-sociale.
    bene.
    come ha evidenziato spratz, la chiesa è un istituzione millenaria che per gran parte della sua esistenza ha avuto il potere temporale oltre che quello spirituale.
    l’accoppiata di questi due poteri ha generato una macchina normativa di rara efficacia, che è stata in grado di improntare alle sue esigenze generazioni e generazioni e generazioni e generazioni.
    i sistemi di autorapprsentazione di molte delle lobby all’interno della chiesa cattolica fanno si che si ricerchi ancora questo doppio dominio.
    il che mi fa venire in mente che mi sembra molto più accorto in termini di contestualizzazione storico-culturale il post su ventitre che non i discorsi del papa.
    la ventata di volemosebenismo di questi ultimi anni fa levare gli scudi in difesa della chiesa ad ogni piè sospinto. se non si vuol vivere genuflessi criticare i tentativi di egemonia culturale della chiesa oggi, così come criticare la retorica del autoflagellazione fisica e morale della chiesa nella sua storia, è “un preciso dovere morale” (vabbè, qualcosa d’altro… dovere fa male alla salute)

    tra l’altro: alle streghe ci credo anch’io, però non mi viene voglia di bruciarle.

    org
    —-
    celebreremo con queste feroci danze la morte delle vostre istituzioni

  7. Valdo Says:

    Non bisogna confondere le dottrine della chiesa cattolica con quelle del Cristianesimo insegnato da Cristo, io sono un cristiano evangelico e sono mentalmente aperto al sesso e a discutere dei temi riguardanti la sessualità, è ovvio che in italia si è influenzati negativamente dal cattolicesimo, che è semplicemente bigottismo .

  8. tommy Says:

    Provate per piacere con molta serenità a legere e mettere sul sito quello che oggi dice la chiesa cattolica (cioè la vocce ufficiale, vedi castechismo della chiesa cattolica), allora vedrete che il sesso è considerato come un modo per conoscere come Dio ci ama, poi nella storia sono stati fatti degli errori, che nessuno nega.
    La chiesa non è bigotta oggi, lo è stata in passato, da cattolico, vivo il sesso con libertà e piacere, certo nel matrimonio, ma non mi sento nè bigotto nè limitato.

  9. george Says:

    Con la pubblicazione di questo testo non si ha la pretesa di raccontare o descrivere quelli che sono gli attuali precetti della chiesa cattolica in materia sessuale; tantomeno il suo catechismo.

    Lo scopo è invece disvelare fino a che punto, un sistema di controllo totale, possa spingersi nella definizione, persino morbosa, delle esperienze e le emozioni a cui un suo “suddito” può avere accesso. Questa è la chiave del discorso.

    Che nel corso di secoli, la chiesa, senza mai brillare per sincerità, carità ed amore, si sia fatta un po’ di make-up è ovvio; non commettiamo però l’errore di scambiare per sciocco ciò che è, prima di tutto, subdolo.

  10. Gaspare Says:

    Il periodo del potere della chiesa è il medioevo, quando CARLO Magno doveva conquistare per la chiesa e per lui,la proprietà di Carlo estendeva quanto mezza Italia d’oggi, l’altra metà di suo fratello,al papa non interessava se i carolingi si arricchivano,ma gli interessava che non si studiassero,così a comandare è il papa, costui sà che a comandare è il più studiato e non il più ricco, quindi la Chisa va alla ricerca di cultura che serviva solo per loro,il popolo suddito dell’incolto Carlo.é così rimase fino alla rivoluzione francese.Quindi per il papa il popolo è un suo nemico,che non ha diritto allo studio, per i suoi principi di essere contro la democrazia, tantè vero che è un monarca assoluto.
    Nel passato l’incameramento al trono,che è un demanio publico,non fù così vendendosi i palazzi reali,le terre incassandosi loro i soldi,per loro il popolo doveva stare nella miseria, per evitare che dalla fortuna avrebbero avuto un pò di diritto alla cultura,che da questa scaturisce la conoscenza dello spirito,dell’anima,ed altro di religiosità.
    Fù grazie a l’illuminismo se noi laici sappiamo vivere,e di arrivare a capire qualcosa di metafisico. va ritenuto che i primi metafisici erano laici democratici come Platone, Aristotele.
    Perchè le loro scritture finirono in mano alla chiesa che non ci fecero sapere niente?
    Quale diritto avevano i monarchici di appropiarsi dei beni culturali democratici e di usarli contro di noi?
    Le colpe storiche della chiesa non è solo sesso e religiosità,su questo argomento dico che sposati in chiesa cattolica ognuno desiderava la donna e l’uomo degli altri.Mi domando come possono dare matrimonio uomini che non si sono mai sposati?
    Come può dare cultura un incolto,o un povero denaro? I doni li dà chi c’è li ha,se questi non hanno il matrimonio come hanno sposato? senz’altro immorale.
    06/01/2008 Gaspare Lombardo. sito http://www.webalice.it/pelide.achille

  11. Precisazione Says:

    Si cita la Bibbia relativamente alla sodomia ma si tende a dare per scontato il significato delle parole. I sodomiti (abitanti di Sodoma) furono condannatti in quanto “persero l’uso naturale della donna”, ovvero erano dediti all’omosessualità ed ai rapporti con gli animali (zoofilia). Da qui il senso della parola sodomia assunto valore di rapporto anale…. Per tanto la sodomia intesa come omosessualità è chiaramente condannata nel vangelo, mi resta il dubbio sui rapporti anali etero.

  12. george Says:

    @Precisazione: grazie del commento, non ci risulta che nel vangelo ci siano condanne dirette della sodomia. Diverso ovviamente è il punto di vista cattolico che condanna ogni tipo di rapporto sessuale che non abbia come scopo la procreazione.

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