Sciamani, messia e status quo

Ancora un brano di R.A.W.:

Nell’uso, tipicamente sciamanico, delle droghe per ottenere delle visioni, c’è qualcosa che terrorizza profondamente le ortodossie delle civiltà più sviluppate. Lo sciamano crede in ed eventualmente trasmette, certi valori tribali ed ecologici, che sono screziati, inevitabilmente, di anarchia. (Il “tutto è permesso” di Hassan i Sabbah, il noto motto di Crowley: “fa ciò che vuoi sarà l’unica legge”, quello di Abbie Hoffman: “non puoi fare il bene se prima non ti senti bene” ecc). La tribù è decentralizzata e radicalmente individualistica; si veda ad esempio la massima cherokee: “Nessun uomo dovrebbe essere obbligato a fare ciò che va contro il suo cuore”.

La civilizzazione è centralizzata e, persino nelle supposte democrazie, radicalmente autoritaria. Presume che ogni uomo, ogni giorno, debba fare ciò che va contro il suo cuore, per il beneficio dell’armonia dell’intera comunità.Nelle religioni civilizzate, un uomo confuso va da un prete per un consiglio religioso. Ciò che ottiene, sempre, è un messaggio in cui gli si dice, in un modo o nell’altro, di conformarsi, di sacrificare i suoi stessi desideri, a beneficio della maturità, di adattarsi. Nella tribù, un uomo confuso va nella foresta e affronta un’esperienza di deprivazione sensoriale per indurre un’esperienza di picco, o più semplicemente prende della droga, incontrandosi personalmente con gli dèi, che spesso gli dicono che gli usi della tribù devono essere cambiati.


No, non possiamo tollerarlo. Lo sciamano individualista, o chi cerca la visione non ha un posto nello Stato o nella Chiesa civile. La chiesa cattolica, più scaltra degli altri, gestisce chi rappresenta un potenziale problema, conducendolo in un monastero dove le sue bizzarre idee non infetteranno il resto dei fedeli. Anche lo Stato ha i suoi monasteri. Si chiamano prigioni, ed è dove di solito il messia viene scaricato, se non viene ucciso prima. LaBarre cita molti casi di messia imprigionati dallo Stato anche se non usavano droghe e le loro dottrine, in superficie, non rappresentavano una minaccia diretta. Solo, non ci devono essere nuove rivelazioni che possano sconvolgere lo status quo. Ad esempio, alcuni polinesiani cominciarono a credere che se fossero divenuti più simili agli inglesi non avrebbero più dovuto lavorare (perchè nella loro esperienza, gli inglesi non lavoravano mai). In modo logico quindi, si procurarono delle sedie e organizzarono dei tè del pomeriggio. Quando gli inglesi lo vennero a sapere, soppressero questo culto. In modo simile, la Ghost Dance dei nativi americani (che si basava sulla premessa che, se tutte le tribù si fossero riunite, il bufalo sarebbe riapparso e gli odiati bianchi sarebbero tornati in Europa) non costituiva direttamente una minaccia d’insurrezione, ma quando i bianchi lo vennero a sapere, la distrussero in un modo così sanguinoso che ancora oggi il nome Wounded Knee, dove avvenne l’ultimo massacro, è ancora la parola più dolorosa del vocabolario indiano.
(da Sex, Drugs & Magik, R.A. Wilson, Castelvecchi)

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