Appunti: Fakir Musafar

I testi che seguono sono tratti da Tatuaggi Corpo e Spirito, Intervista a Fakir.

L’unica occasione in cui si sia consapevoli del tempo è quando ci si trova in un corpo. Infatti, il tempo appartiene alla natura, fa parte del concetto degli alberi che diventano verdi, con le foglie, e delle foglie che poi cadono. E il nostro corpo appartiene alla natura; non ci appartiene, non è noi ma semplicemente lo usiamo, è come una casa in cui viviamo. Vivi in una casa ma la casa non sei tu; è la tua casa e ne fai quel che vuoi; se vuoi dipingerla di bianco, la dipingi e basta!

Anche se possono sembrare arretrati, la gente come gli aborigeni d’Australia sanno cose che qui la gente non sa. Ed ecco perchè riescono a forarsi il corpo, tatuarlo, decorarlo – è tutta una cosa gioiosa e amorosa, decorarsi la casa -un’espressione della forza vitale che dimora in quella casa. Non fare queste cose equivale a non vivere, significa negare il motivo per cui siamo nel mondo.

L’unico scopo delle pratiche -primitive moderne- consiste nel diventare sempre più spontanei nell’espressione del piacere con intuito. In qualche modo, un eccesso di strutturazione distrugge ogni possibilità di un’estasi dirompente nelle pratiche vitali.

Nella nostra cultura le differenze fisiche spaventano la gente più di ogni altra cosa. Mentalmente, politicamente, socialmente, puoi essere aberrante quanto vuoi, ma se ti fai una sola cosetta fisica – come metterti un ossicino nel naso – sei nei guai. Ti lasciano fare quasi tutto purchè non sia fisico. In molte altre culture venerano gli ermafroditi e altri diversi – idioti, nani, matti – li considerano simili agli dei – ma nella nostra cultura, in passato, queste persone trovavano posto soltanto al luna park, e ora anche questo è passato di moda. Esistono altre culture molto tolleranti nei confronti delle differenze fisiche ma che sono molto poco tolleranti nei confronti di quelle sociali e politiche – è così in molte culture tribali. Si sentono minacciati e non amano la gente che presenta filosofie strane. Non gli importa niente se ti metti ossi nel naso o in qualunque altro punto li voglia mettere – ciò non fa paura.

Ora abbiamo questa grande forza oppressiva che cerca di omogeneizzare tutto e rendere tutto uguale! E a questo dobbiamo opporre resistenza, perchè è contro la vita stessa. Tutto ciò che tenda a reprimere l’espressione individuale della vita nelle persone è malvagio. Dopo le prime esperienze a diciassette anni, ho fatto esperimenti più seri, come il kavandi, in cui uscivo dal mio corpo e galleggiavo sopra di esso. Ingombri: me li mettevo addosso e in certi casi li portavo per settimane intere e questa è un’esperienza pazzesca che consiglio a chiunque. Costrizioni: bende e cinture strette dappertutto. Penetrazioni, letto di chiodi, appendersi a uncini da macellaio. Tatuaggi, yoga, contorsioni, trafitture. Sospensione su uncini; nello Sri Lanka fanno questo per quattro o cinque ore. Ingrandire i miei capezzoli. Altri esperimenti Ibitoe.

Per me non c’è alcun dolore reale ma soltanto una cosa – la sensazione. E’ bello avere una sensazione che attraversa il corpo: così sai di essere vivo. Se sbatti le dita del piede contro lo spigolo del letto, senti dolore perchè è inatteso. Ma con il karate puoi imparare a sbattere quelle dita contro un mattone finchè non senti alcun fastidio. Hai una sensazione, ma non è inattesa, e quindi viene modificata. L’aspetto negativo del dolore (sensazione forte e inattesa) esiste solo per le persone relativamente poco sviluppate. Con un addestramento e una pratica sufficienti, è possibile trascendere, tramutare o cambiare una sensazione in un’altra cosa qualsiasi. Più si focalizza l’attenzione sul dolore o lo si sposta, e meno da’ fastidio. Il corpo sente la sensazione, ma è possibile imparare a separare rapidamente la coscienza dalla sensazione, e allora non si tratta più di dolore. Ecco cosa faccio quando mi appendo agli uncini da macellaio.

Come sdraiarsi su un letto di chiodi; per i primi dieci minuti sei consapevole della presenza di forse una decina delle quaranta punte che ti sostengono, ma dopo un po’ tendono a fondersi l’una con l’altra e dopo un altro po’ di tempo non ti sembra affatto di essere sdraiato sui chiodi.

Tutti dovrebbero provare il letto di chiodi: non provoca danni permanenti, e quindi perchè no? Potresti imparare qualcosa! Spesso la gente si sorprende: non è come pensavano. Puoi scollegare la tua coscienza quando sei sul letto di chiodi, ed è sgradevole soltanto fino al momento in cui si sposta la percezione. Puoi sentire come questo spostamento avviene a gradi.

Uno dei primi stati di alterazione che si possono imparare è quello di separare la coscienza dal corpo. Non ti allontani dal corpo, non ti separi da esso, ma la parte di te che pensa e che sente può separarsi dalle sensazioni del corpo stesso. E’ così che puoi spingere un ago nel tuo corpo. Non sei tu a sentire il dolore, ma il corpo; tu osservi il corpo che registra la sensazione. Così non è dolore. Se riesci a separare dal corpo la coscienza e l’attenzione, puoi fargli quasi ogni cosa senza sentire dolore! Se invece l’attenzione è rinchiusa nel corpo e non è focalizzata al di fuori del corpo o su un punto specifico del corpo, allora si sente il dolore. Questa è una delle prime lezioni che ho imparato; è uno stato di alterazione. Ed esistono centinaia di tipi diversi di stati di alterazione. In un certo senso è una denigrazione, una presunzione culturale chiamare -primitivo- una persona che segue le attività di questo genere. Sulla terra esistono società e culture diverse e tutte hanno sviluppato modi diversi di essere. O esternalizzano, oppure internalizzano. Se esternalizzano, sviluppano utensili che diventano tecnologia o scienza organizzata e razionale. Ecco la cultura occidentale. In alternativa possono internalizzare, e svilupparsi nell’altra direzione, arrivando a fare con la magia molte cose di tipo fisico.

Ma non direi che sia facile essere una persona magica in una cultura tecnologica. All’università ho studiato fisica e chimica, sono diventato radio amatore e ho costruito trasmittenti con materiali di ricupero. Funzionavano veramente bene, ma per buona parte del tempo ho fatto queste cose scientifiche seguendo il mio istinto. In realtà, la scienza non è altro che magia. Prendi per esempio la chiave di un’automobile: molta gente non sa neppure come funziona, ma si fidano. Per loro è veramente magia; entrano in questo cavallo di ferro che non ha fuoco nel ventre, e sanno che se eseguiranno un piccolo rituale con la chiave, mettendola nel punto giusto e girandola nel modo giusto, accadrà qualcosa. Ecco come funziona la magia: improvvisamente qualcosa diventa vivo; l’automobile diventa viva e vi porterà dove volete. La gente non sa come funziona o perchè, ma se ne fidano e funziona, il più delle volte, almeno. Il film Piccolo grande uomo mostra il significato della cultura magica e cosa significa per un ragazzo crescere nelle due culture; io riuscivo a ritrovarmi nel ruolo di Dustin Hoffman. Il vecchio nonno sale sulla collina per morire, e tutto diventa molto serio. La pioggia comincia a cadergli sul viso, non accade niente, e dice, -Be’, sai com’è con la magia: qualche volta funziona e qualche volta no! Ha ha ha!-

(fonte: http://www.urraonline.com/libri/88-7303-077-7/allegato/intervista)

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