Zhuang-zi: Libertà naturale

January 24th, 2011

Nello sterile nord si stende un mare: il ‘Lago Celeste’. Là vive un pesce. La sua larghezza è di molte migliaia di li, nessuno ne conosce la lunghezza. Il suo nome è Kun. Là esiste anche un uccello chiamato Peng il cui dorso è simile al monte Tai e le cui ali sono come le nuvole del cielo. Descrivendo una spirale simile a un corno d’ariete, l’uccello si alza su un vento ascendente di novantamila li. Al di là delle nuvole, il cielo azzurro sopra di lui, dirige il suo volo verso il sud per giungere all’oceano meridionale.
Una quaglia lo deride dicendo: Dove va questo uccello? Io mi levo in aria a non più di una tesa, scendo e volteggio tra l’artemisia. E questo è per me lo scopo del volare. Dove va questo uccello?
Ecco la differenza tra il piccolo e il grande.
Alcuni hanno un’intelligenza sufficiente a esercitare una certa funzione. Altri, con la loro condotta, possono essere d’esempio a un intero distretto. Altri posseggono le qualità del principe e si impongono a tutto il principato. Tutti si danno arie come una certa quaglia fiera di sé.
Rong-zi di Song rideva di loro. L’ammirazione del mondo intero non avrebbe potuto spronarlo, il disprezzo del mondo intero non avrebbe potuto scoraggiarlo. Perché egli sapeva distinguere l’interiore dall’esteriore e quindi l’onore dal disonore. Purtroppo, però, non sapeva far altro all’infuori di quello. Certo, un uomo simile è raro al mondo, ma non ha prescritto nulla.
Lie-zi si spostava cavalcando il vento. Viaggiava in modo piacevolissimo, e in capo a quindici giorni faceva ritorno. Certo, un uomo simile è raro tra coloro che hanno raggiunto la felicità. Ma anche se poteva evitare di camminare, dipendeva tuttavia da qualcosa.
Quanto a colui che può padroneggiare la sostanza dell’universo, utilizzare la potenza dei sei soffi e, così, esplorare l’universo, da che cosa dipenderebbe ancora? Per questo è stato detto: L’uomo perfetto è senza io, l’uomo ispirato è senza opera, l’uomo santo non lascia nome […].

Relazioni Corpo Mente

January 21st, 2011

Ispirati da unhurted.com, pubblichiamo un diagramma sulle relazioni corpo mente tratto dal testo Odhams Press’s 1955 The Wonderful Story of You: How Your Body Works, How Your Mind Works. Nel diagramma sono rappresentate alcune delle più importanti teorie che provano a descrivere come corpo e mente sono in relazione fra loro.

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EPIFENOMENALISMO
La mente è un semplice sottoprodotto del corpo
MONISMO FISICO
Il corpo è un mero precipitato o condensato della mente

The art of Giovanni Battista de Cavalieri

January 19th, 2011

Pubblichiamo l’affascinante lavoro di Giovanni Battista de’ Cavalieri, incisore italiano di fine cinquecento. Una meravigliosa sfilata di freak perché ognuno possa riconoscersi.

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Nivchi: Sciamani, Orsi e Teofagia

January 18th, 2011

I Nivchi sono un gruppo etnico dell’ex unione sovietica che vivono sulle rive del fiume Amur e nell’isola di Sakhalin. Sono principalmente pescatori, cacciatori e allevatori di cani.

La religione tradizionale dei Nivchi si basa su credenze animiste, di tipo sciamanico. I Nivchi credono che l’isola di Sakhalin sia una bestia gigante sdraiata sulla propria pancia e con gli alberi come capelli. Quando questa bestia è arrabbiata fa risvegliare la terra causando terremoti. Possiedono un pantheon di divinità vagamente definite (yz, yzng)  che vivono sulle montagne, nei fiumi, nel mare e nel cielo.

I Nivchi hanno anche molte leggende e miti su come l’uomo e l’universo è stato creato, e di molte storie di eroi fantastici e combattimenti fra spiriti e belve fin dalla notte dei tempo. Il Fuoco è venerato come simbolo dell’unità del clan e come divinità protettrice dagli spiriti cattivi. Al fuoco viene offerto tabacco, spezie e vodka come offerta agli spiriti protettori. Continua »

Due Serpenti

January 17th, 2011

Caduceo del tantrismo tibetano in un dipinto Bashohli.

Iside Si Rivela a Lucio

January 16th, 2011

Riportiamo questo bel testo di Apuleio tratto da L’Asino d’Oro, in cui Iside, dea egizia della maternità e della fertilità, si rivela a Lucio.

Eccomi o Lucio, mossa alle tue preghiere, io la madre della natura, la signora di tutti gli elementi, l’origine e il principio di tutte le età, la più grande di tutte le divinità, la regina dei morti, là prima dei celesti, colei che in sé riassume l’immagine di tutti gli dei e di tutte le dee, che col suo cenno governa le altezze luminose del cielo, i salubri venti del mare, i desolati silenzi dell’oltretomba, la cui potenza, unica, tutto il mondo onora sotto varie forme, con diversi riti e differenti nomi.

Per questo i Frigi, i primi abitatori della terra, mi chiamano Pessinunzia, Madre degli dei, gli Autoctoni Attici Minerva Cecropia, i Ciprioti circondati dal mare Venere Pafia, i Cretesi arcieri famosi Diana Dittinna, i Siculi trilingui Proserpina Stigia, gli antichi abitatori di Eleusi Gerere Attica, altri Giunone, altri Bellona, altri Ecate, altri ancora Ramnusia, ma i due popoli degli Etiopi, che il dio sole illumina coi suoi raggi quando sorge e quando tramonta e gli Egizi, così grandi per la loro antica sapienza, venerandomi con quelle cerimonie che a me si addicono, mi chiamano con il mio vero nome, Iside regina.

Eccomi, sono qui, pietosa delle tue sventure, eccomi a te, soccorrevole e benigna.

Cessa di piangere e di lamentarti, scaccia il dolore, grazie ai miei favori ormai già brilla per te il giorno della salvezza.

Dreamachine

January 13th, 2011

You are the artist when you approach a Dreamachine with your eyes closed.
What the Dreamachine incites you to see is yours… your own.

Brion Gysin, William Burroughs and the dreamachine

The brilliant interior visions you so suddenly see whirling around inside your head are produced by your own brain activity. These may not be your first glimpse of these dazzling lights and celestial coloured images. Dreamachines provide them only just as long as you choose to look into them. What you are seeing is perhaps a broader vision than you may have had before of your own incalculable treasure, the jungian sort of symbols which we share with all normally constituted humanity. From this storehouse, artists and artisans have drawn the elements of art down the ages. In the rapid flux of images, you will immediately recognise crosses, stars, haloes… woven patterns like pre-Columbian textiles and Islamic rugs… repetitive patterns on ceramic tile… in embroideries of all times… rapidly fluctuating serial images of abstract art… what look like endless expanses of fresh paint laid on a palette knife.
(words by: Brion Gysin)

Il Paradigma Olografico

January 11th, 2011

study for transfiguration by alex greyNel 1982 un’équipe di ricerca dell’Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha condotto quello che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del XX secolo.

Aspect ed il suo team hanno infatti scoperto che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con l’altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri.

È come se ogni singola particella sapesse esattamente cosa stiano facendo tutte le altre.

Questo fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente.

Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l’ipotesi più accreditata è che l’esperimento di Aspect sia la prova che il legame tra le particelle subatomiche sia effettivamente di tipo non-locale.

David Bohm, noto fisico dell’Università di Londra, sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà oggettiva non esiste.

Nonostante la sua apparente solidità, l’universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato.
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Posing as Christ, Harry Clarke

January 9th, 2011


(picture from the movie: Harry Clarke, Darkness in Light)

Maha Kumbh Mela

January 8th, 2011

Ad intervalli regolari stabiliti da tempi immemorabili dagli astrologi, si celebra nell’India settentrionale a partire dalla festività di Makar Sankranti e fino a quella di Maha Shivaratri, il più affollato raduno religioso dell’umanità, il Maha Kumbh Mela.
Milioni di pellegrini si riversano ad Allahabad per immergersi dove confluiscono le acque dei fiumi Gange, Yamuna e quelle del mitologico – o preistorico ? – Saraswati che, secondo alcuni geologi, cambiò in realtà il suo corso in seguito ad eventi lontanissimi per confluire nell’odierno Yamuna.
Lo scopo è quello di liberarsi dai condizionamenti dell’esistenza materiale e, attraverso il bagno, purificarsi.

Nelle scritture vediche è detto che abitando per almeno tre giorni alla confluenza dei tre fiumi sacri si conquista la salvezza, e bagnandosi nelle acque sacre nei momenti propizi, si ottiene la liberazione dal ciclo di morti e rinascite, purificandosi. Le origini del raduno si perdono nella leggenda e nella mitologia hindù. Continua »